
Misofonia: intolleranza verso i rumori
Si tratta di un disturbo ancora poco studiato, in quanto la sua esistenza è stata ufficializzata solo una ventina di anni fa, ma sono tante i soggetti colpiti. Con il termine misofonia si intende un’intolleranza verso qualsiasi tipo di rumore proveniente da una persona. La forma più diffusa è quella che riguarda il fastidio legato alla masticazione altrui.
Mangiare cibi croccanti o succhiare le zuppe sono i rumori considerati più fastidiosi dai misofoni. Seguono gola e naso con gli sgocciolamenti e sbadigli.
Secondo uno studio eseguito nel 2013 dalle Università di Amsterdam e della California, è emerso che la misofonia inizia spesso tra l’infanzia e l’adolescenza, è scatenata da specifiche persone ed è ereditaria.
“Solitamente il disturbo si manifesta intorno ai 13 o 14 anni, come la maggior parte dei disordini psichiatrici. Ha un’incidenza a livello familiare, quindi probabilmente vi è una componente genetica – spiega Arjan Schröder, psichiatra dell’AMC (Academic Medical Center) -. Nel disturbo viene stabilita una connessione tra un suono neutrale e un’avversione anche violenta.”
Le persone affette da misofonia possono manifestare sintomi molto gravi, fino ad avvertire dolore “Non possono mangiare in compagnia di altre persone, né dormire nella stessa stanza, o addirittura lavorare in ufficio con altre persone – continua Schröder – È un processo di condizionamenti: se ti ritrovi in una situazione problematica abbastanza regolarmente e inizi ad evitarla, il disturbo si fa sempre più grave. La maggior parte delle persone che sviluppa la misofonia ha degli aspetti della personalità rigidi e compulsivi.”
Un’altra ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati da Frontiers in Human Neuroscience, ha dimostrato che uno dei modi per far passare il senso di fastidio causata da un rumore è quello di imitare quel suono. Inoltre, è stato notato che il misofono non si arrabbia se il responsabile del rumore è un bambino o un animale.

































