Aumento del seno: protesi sottomuscolari
Nella mastoplastica additiva le protesi possono essere posizionate in diverso modo. Un metodo è la collocazione sotto il muscolo, particolarmente indicata in caso di ipoplasia/ipotrofia mammaria, una condizione alquanto diffusa.
Mastoplastica additiva sottomuscolare: vantaggi
Gli esperti sono concordi nell’affermare che non esiste un posizionamento migliore, ma ci sono vantaggi e svantaggi per ognuno. In questo specifico caso, i vantaggi sono i seguenti:
- Diminuzione della possibilità che si verifichi la contrattura capsulare (condizione in cui il seno risulta duro al tatto, a volte dolente e deformato) grazie al naturale movimento delle braccia, che creano una sorta di massaggio continuo sulle protesi.
- Le increspature della protesi risultano meno evidenti.
- La mammografia è più chiara.
- In donne con poco tessuto ghiandolare, il contorno dell’impianto risulta meno visibile, sopratutto nei quadranti superiori del seno
- La dissezione del piano sottomuscolare è più rapida rispetto a quella del piano sottoghiandolare.
- Riduzione della probabilità di ematomi.
- Minore cambiamento della sensibilità areola-capezzolo dopo l’intervento.
Mastoplastica additiva sottomuscolare: svantaggi
Gli aspetti negativi di questo posizionamento non sono di poco conto. Vediamoli nel dettaglio.
- Limitazione del posizionamento di protesi voluminosi per via della minore distensibilità del piano sottomuscolare. Vi è un maggiore rischio di distorsione dell’impianto e conseguentemente della forma della mammella.
- Maggiore dolore postoperatorio.
- Incremento del rischio di comparsa di asimmetrie, distorsione del seno, dislocazione dell’impianto.
Inoltre, tale tecnica è controindicata in caso di ptosi severa, in quanto sarebbero necessari altri interventi secondari.



































