A soli 11 anni aveva iniziato la sua lotta pacifica contro i talebani denunciando le pessime condizioni di vita, in particolare quella di donne e bambine, nella valle del Swuat, nel nord del Pakistan. Il suo nome, conosciuto in tutto il mondo, è Malala Yousafzai. Ieri le hanno sparato alla testa, due colpi che l’hanno mandata in fin di vita.

L’azione è stata rivendicata con una telefonata all’ANSA dal portavoce del Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), Ehsanullah Ehsan, il quale ha affermato “La ragazza è stata colpita perché insisteva a sviluppare una propaganda anti-talebana e un pensiero ‘secolare’ fra i giovani della zone pashtun.”

“E’ un chiaro dettame della Sharia – continua il portavoce – Ogni donna, che in qualsiasi modo prenda parte alla guerra contro i mujahedeen deve essere uccisa.”

Le dinamiche dei fatti non sono molto chiare, secondo alcune fonti Malala sarebbe stata seguita da un gruppo di uomini armati che, una volta accertati del fatto che fosse lei, avrebbero fatto fuoco colpendola al collo e alla testa. Secondo un’altra versione, la bambina sarebbe invece stata colpita quando si trovava all’interno dello scuolabus. Il commando talebano sarebbe salito sul mezzo e dopo aver chiesto alle bambine chi fosse Malala, avrebbe esploso i due colpi contro colei che era stata indicata dalle giovani. Secondo questa ricostruzione dei fatti sarebbero state ferite anche altre due bambine, una delle quali in modo grave.

Il ministro dell’interno ha annunciato che la piccola “è stata sottoposta a intervento chirurgico e ha inoltre ricevuto un passaporto per essere trasferita in un ospedale altamente specializzato all’estero, appena possibile.”

Il suo diario, scritto in lingua urdu, nel quale Malala descriveva le atrocità commesse dai talebani e  criticava la loro cultura punitiva nei confronti delle donne, le è valso il Premio nazionale per la Pace dal governo di Islamabad e la candidatura al premio internazionale per la Pace della Fondazione KidsRights. Allo stesso tempo però, il suo gesto l’ha inserita nella lista nera del gruppo fondamentalista che da tempo caldeggiava la sua morte.

Malala ha un sogno: poter studiare per diventare medico e salvare la vita a tante persone. Desideri troppo occidentali per una bambina del Pakistan.

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6 COMMENTI

  1. c'è chi a 14 anni si fa sparare in testa per difendere i propri diritti, c'è chi a 14 anni pensa solo alla moda, al pallone e alle tette delle veline. Sono sbagliati i ns ragazzi o noi non siamo in grado di dare loro qualcosa in cui credere?

  2. “la bambina sparata”, “è stata sparata”, “che oggi a 14 anni”…
    Concordo con Giulia.. Per quanto importante sia il contenuto, degli errori così grossolani ridicolizzano l’articolo e gli fanno perdere ogni credibilità.

  3. Mi rammarico per questa raggazzina coraggiosa..ma attenti all’italiano, vi prego! “è stata sparata” non si può sentire..

  4. Prego che si salvi e possa realizzare i suoi sogni…per quelli che hanno sparato: spero che Dio alla vostra morte vi ripaghi come meritate! L'inferno sarebbe poca cosa cmq…

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