
La madre di Tiziana Cantone, suicida nel settembre scorso a 31 anni in seguito alla diffusione di video hot di cui era protagonista, accusa i magistrati.
Amareggiata per l’archiviazione
La donna si dice amareggiata per l’archiviazione disposta dal Gip nei confronti dei cinque ragazzi che hanno diffuso i video hot della giovane. La risposta dei pm, in particolare del primo che si è occupato del caso, non si è fatta attendere.
Alessandro Milita, procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, ha infatti ammesso di non aver intenzione di rispondere alle accuse della madre di Tiziana Cantone e di stare valutando la strada della querela per diffamazione.
I giudici hanno disposto un supplemento d’indagine nei confronti del rappresentante legale di Facebook Italia per violazione della privacy. In tutto questo si è chiaramente espresso anche il legale della famiglia Cantone, che ha negato la ricerca di un capro espiatorio e ricordato che la diffamazione ai danni della giovane c’è stata ed è uno dei motivi del suo gesto estremo.

































