
Dal primo luglio 2020, è previsto un alleggerimento del cuneo fiscale, che metterà a rischio 900 mila lavoratori.
Esso riguarderà tutti i lavoratori che percepiscono un reddito massimo di 40 mila euro (annuale). Il tutto potrebbe portare ad una serie di problemi per i contribuenti, ad esempio un piccolo aumento di stipendio che recherebbe una riduzione del reddito.
Tale argomento è stato affrontato proprio qualche giorno fa, tra i maggiori esponenti del settore economico. Si prevede una detrazione d’imposta decrescente a beneficio dei redditi tra i 28 mila euro e i 40 mila euro l’anno.
A tutto questo, va aggiunto l’ampliamento del bonus 80 euro (che ammonterebbe a 100), includendo molti più beneficiari con un reddito da lavoratori dipendenti.
Qual è la contraddizione?
Come vi abbiamo già detto in precedenza, c’è un piccolo inganno.
Infatti, bisogna prendere in considerazione l’aspetto “aliquota marginale effettiva”. Essa indica quanto varia l’imposta al variare del reddito del contribuente (complessivo).
Il tutto si calcola tenendo a mente tutte le detrazioni legate a due aspetti: figli a carico e lavoro dipendente. In poche parole, attuando queste misure si arriverebbe a superare il 100% delle aliquote marginali effettive.
Di conseguenza, i soggetti con un reddito che va dai 28.000 ai 30.000 euro annuali, dovranno ridurre quello imponibile, per far sì che aumenti quello netto.
Stando a delle statistiche, ci sono più di 900.000 mila lavoratori che rientrano in tali requisiti. Attuare una forma fiscale potrebbe cambiare a dei cambiamenti importanti.
A tal proposito, il ministro Gualtieri ha voluto sottolineare l’importanza della riduzione di tasse per aiutare le famiglie. A tal proposito ha detto:
“Non abbandoniamo l’idea della riforma fiscale. Anzi, come spesso accade, le crisi fanno fare dei passi in avanti”. Ovviamente, al momento non è nulla di certo. Per avere maggiore chiarezza sul caso, bisognerà attendere qualche giorno. Nel frattempo però, diversi esperti del settore finanze si stanno cimentando sulla questione, per poter arrivare a soluzioni idonee per tutti.
Luigi Di Maio: “Bisogna fare uno scatto in avanti”
A commentare tutta questa situazione, ci ha pensato anche Luigi Di Maio.
Il Ministro degli Esteri infatti, ha scritto un post sulla sua pagina Facebook, dove spiega che l’Italia non può fermarsi e che bisogna darsi una mossa. Serve una modernizzazione del Paese ma soprattutto nuove riforme.
Ecco alcune sue parole in merito:
“È un bene che il tema dell’abbassamento delle tasse sia entrato nel dibattito politico. Mi spiace leggere alcune posizioni politiche contrarie. Dobbiamo fare i conti con la realtà. E la realtà è questa: il coronavirus dopo averci lasciato in eredità una crisi sanitaria che stiamo affrontando con grande senso civico, adesso ci sta mettendo davanti a un’emergenza economica senza precedenti.
Ci sono aziende e imprenditori che stanno soffrendo. Ristoranti, bar, alberghi, negozi colpiti fortemente da questa crisi, lavoratori che rischiano il posto. Lavoratori che il posto, invece, lo hanno già perso”.
E continua dicendo:
“Possiamo stare qui a dire che tutto va bene, oppure possiamo scegliere di affrontare la realtà, possiamo scegliere di analizzare i fatti e di guardare negli occhi queste persone. Se vogliamo imparare dalle crisi precedenti, è giunto il momento di fare uno scatto in avanti. Ed è evidente che gli aiuti Ue permetteranno all’Italia di sbloccare anche ulteriori risorse interne.
Se non cogliamo ora l’occasione per avviare una grande modernizzazione del Paese, allora non la coglieremo più. Servono riforme e una di queste, certamente, deve riguardare il fisco.
In Europa stiamo portando avanti una trattativa per ottenere importanti risorse. Il primo tempo è stato soddisfacente, ora manca l’altra metà e soprattutto bisogna battersi sui tempi, perché i soldi servono ora e adesso. Tutto il governo continuerà a lavorare unito e compatto per dare risposte agli italiani”.

































