Ingegnere 100 e lode: ora farò il netturbino

Il mondo del lavoro sta attraversando una fase molto difficile, specialmente nel nostro Paese.

A prescindere dall’emergenza Coronavirus, sono anni ormai che risulta complicato trovare un’occupazione. Specialmente per i laureati, che dopo aver studiato tanto, si ritrovano costretti a trasferirsi all’estero. Ma c’è anche chi decide di cambiare strada in maniera radicale.

Questo è il caso di un giovane ingegnere di laureato con 110 e lode in ingegneria civile al Politecnico di Bari dal 2012. Arrivato all’età di 35 anni, era stanco di non riuscire ad ottenere un lavoro. Così, ha deciso di fare il concorso per netturbino a Barletta e l’ha superato brillantemente.

Il protagonista dell’episodio, ha voluto raccontare la sua esperienza in un’intervista a “La Repubblica”:

“Ora farò il netturbino, amo il profumo di dignità. Mi sono detto: sei laureato, va bene. E puoi fare la tua strada, quella per cui hai studiato. Ma quanto tempo ci metterai? È ammissibile raggiungere un minimo di stabilità a sessant’anni? E mi sono risposto: non guardare il titolo di studio, lavora e basta”.

Una decisione molto difficile ma che lo ha portato ad una via d’uscita.

Motivo della decisione

Il 35 enne era davvero stanco di queste lunghe attese, verso un futuro incerto.

Pertanto, ha dovuto accantonare la carriera da ingegnere, lasciando spazio a sogni più concreti. Il più importante in assoluto, sarebbe costruire una famiglia con la sua compagna.

Infatti, ha detto così:

“Voglio mettere su famiglia con la mia compagna. Perché prima di essere un ingegnere sono una persona. Ero stufo di fare piccoli lavoretti sempre precari, sempre sottopagati, o addirittura gratis. Stufo, come moltissime persone della mia generazione di affrontare una realtà lavorativa disarmante”.

E come dargli torto?

Sono tanti i giovani che si ritrovano in una situazione di precarietà, nonostante i sacrifici universitari. A questo punto ci si chiede: per quanto tempo andrà avanti questa situazione?

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