L’intolleranza al lattosio colpisce tantissime persone al mondo.

Con tale espressione ci si riferisce ad una vera e propria incapacità nel digerire in maniera corretta il lattosio, ovvero lo zucchero presente nel latte. Pensate che in Italia oltre il 35% degli abitanti soffre di questo disturbo che può presentarsi sia da quando si è piccoli che in età adulta.

Ma quali sono le cause e i sintomi dell’intolleranza al lattosio?

Scopriamone di più!

Intolleranza al lattosio cause

In linea generale, l’intolleranza nasce per via dell’insufficiente presenza di un enzima, chiamato lattasi.

Le cause vere e proprie possono essere disparate. Secondo delle statistiche, per alcuni risulta essere un problema di tipo ereditario. Ciò significa che in famiglia è possibile riscontrare altri casi di intolleranti al lattosio, come ad esempio i genitori, gli zii, i nonni, i fratelli e via dicendo.

Se dovesse appunto essere un disagio scaturito dal fattore ereditario, è altamente probabile che l’intolleranza subentri già in infanzia. Se invece dovesse presentarsi in età adulta, allora è semplicemente dato da un’alterazione dei valori di lattasi (pertanto di deficit).

A livello corporeo, tutto si scatena nella zona intestinale. Più precisamente ci riferiamo all’intestino tenue il quale ha il compito di scindere il lattosio in due zuccheri semplici. Per poter fare ciò, esso necessita della presenza dell’enzima sopracitato. Nel momento in cui viene a mancare (o è comunque carente), allora l’organismo inizia ad avvertire una certa difficoltà nel completare il processo di digestione.

Insomma, non si tratta di un disagio che interessa lo stomaco (come invece molti pensano) ma è un problema che sorge nella zona intestinale.

Intolleranza al lattosio sintomi

Ma cosa accade al nostro corpo quando si ha difficoltà nel digerire il lattosio?

Vista l’assenza/carenza dell’enzima lattasi, esso non riesce a scindersi in galattosio e glucosio, ovvero i due zuccheri semplici che lo compongono. Di conseguenza, il disaccaride in questione rimane nella zona intestinale, iniziando però a fermentare.

Tale processo di fermentazione porta verso una sintomatologia, che non è sempre universale. Infatti, spesso ognuno vive il disagio in maniera strettamente personale. Ciò significa che i sintomi da intolleranza al lattosio possono variare a seconda del caso specifico.

Tuttavia, se dovessimo presentare in linea generale il tutto, possiamo dire che le manifestazioni principali da intolleranza al lattosio sono:

  • Il gonfiore
  • I crampi addominali
  • Il meteorismo
  • La flatulenza
  • La stitichezza
  • La diarrea
  • Un senso di spossatezza
  • Il mal di testa
  • Delle fitte alla pancia
  • Alcune eruzioni cutanee

Come potete ben vedere, c’è chi è costretto a fronteggiarla con una sintomatologia del tutto opposta rispetto ad un altro soggetto. Il motivo risiede nel fatto che esistono diverse gradazioni di intolleranze al lattosio e che ovviamente dipendono sempre dall’enzima.

Ma non è tutto. C’è anche chi, pur essendo intollerante, non presenta gravi sintomi. Questo vuol dire che è una persona che riesce a sopportare delle piccole dosi di lattosio senza constatare riscontri negativi.

Una cosa è certa: se non si digerisce il lattosio, la flora batterica lo fermenterà nel tratto intestinale. Ciò porta inevitabilmente verso un accumulo di liquidi nella zona del colon e una conseguente produzione di gas.

Intolleranza al lattosio diagnosi

In che cosa consiste esattamente la diagnosi per l’intolleranza al lattosio?

Molta gente afferma di soffrirne senza però aver mai effettuato un apposito test. Spesso si tende a dirlo giusto per deduzione, a seguito di una particolare sintomatologia avvertita in varie occasioni di consumo di latte e derivati.

In realtà, sarebbe preferibile accertarsi sulla veridicità delle ipotesi, effettuando degli esami diagnostici. Uno dei più noti in assoluto è senza ombra di dubbio il breath test (ovvero il test del respiro). Per poterlo fare, basta semplicemente espirare prima e dopo aver somministrato un medio dosaggio di lattosio. Il medico esperto, analizzerà l’aria del soggetto probabilmente affetto.

Ma a questo punto ci si chiede: com’è possibile riuscire a comprendere l’intolleranza da un semplice test in cui bisogna respirare?

La risposta è molto semplice. Quando nell’intestino si avvia un processo di fermentazione, si va incontro ad una maggiore produzione di idrogeno. Pertanto, se dal test dovesse risultare un’eccessiva concentrazione di gas, allora vuol dire che l’individuo è intollerante.

In caso contrario, è probabile che si sia completamente sbagliato (magari si è trattato di un semplice problema di digestione) o che sia in forma lieve.

Ovviamente, il medico potrebbe richiedere al paziente un esame genetico, con l’obiettivo di comprendere se l’intolleranza sia di natura ereditaria.

Intolleranza al lattosio cosa non mangiare

Cosa non bisogna mangiare se si è intolleranti al lattosio?

Di solito, si consiglia vivamente di eliminare dalla propria dieta (o comunque ridurre drasticamente) tutto ciò che contiene tale disaccaride. Allo stesso tempo però, bisogna fare una precisazione per quanto riguarda i derivati del latte.

Per esempio, i formaggi in teoria si possono assumere senza alcun timore, poiché hanno bassissime (se non proprio nulle) concentrazioni di lattosio. Solo nei casi più gravi, potrebbero recare problemi.

Allo stesso tempo però, precisiamo che ci stiamo riferendo ai formaggi stagionati. Il motivo risiede nel fatto che è proprio il processo di stagionatura che consente di ridurre in maniera significativa la presenza del lattosio.

Al contrario, è necessario non consumare quelli freschi (come ad esempio la mozzarella) il latte, il burro, la cioccolata al latte e una serie di prodotti da forno. Pertanto, vi raccomandiamo di dare sempre un’occhiata alle etichette presenti sul retro delle confezioni, così da poter verificare nel dettaglio la lista degli ingredienti.

Nel caso in cui siete dei grandi amanti del latte, non disperate. Per fortuna oggi esistono in commercio diverse tipologie di latte e derivati senza lattosio, studiate appositamente per chi ha questa intolleranza.

Infine (e non per ordine di importanza) vi invitiamo a fare molta attenzione ad una serie di alimenti, all’apparenza idonei. Poiché il lattosio si utilizza talvolta da additivo, è probabile che sia presente anche in alcuni sughi pronti, vari affettati e prodotti confezionati in scatola.

Essere intolleranti al lattosio non è affatto un problema per la nostra salute. Ciò che importa però, è sapere come gestire il tutto, prendendo una serie di accortezze riguardanti l’alimentazione quotidiana.

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