L’induismo è una delle più antiche religioni del mondo, originaria dell’India e ha una storia che si estende per migliaia di anni. Tuttavia, è importante notare che “induismo” è un termine convenzionale, coniato dai colonizzatori europei per descrivere le varie tradizioni religiose e filosofiche presenti nell’India antica. Gli induisti stessi usano spesso il termine “sanatana dharma”, che si traduce approssimativamente come “la via eterna” o “la legge eterna”.

L’induismo non ha un’unica autorità centrale, un fondatore specifico o un testo sacro definitivo come la Bibbia o il Corano. Si basa su una vasta raccolta di testi antichi, tra cui i Veda, gli Upanishad, i Purana e i testi epici come il Mahabharata e il Ramayana.

Alcuni concetti chiave dell’induismo includono:

Dharma: Riferito ai doveri morali e sociali che una persona deve seguire durante la vita.

Karma: Il principio dell’azione e della reazione, che suggerisce che le azioni di una persona influenzano il suo destino futuro.

Samsara: Il ciclo continuo di nascita, morte e rinascita.

Moksha: Il raggiungimento del liberarsi dal ciclo di rinascita, raggiungendo l’unione con l’Assoluto o la Realtà ultima.

Brahman: L’Assoluto, l’energia suprema o la realtà ultima.

Dei e Dee: Ci sono molteplici divinità nell’induismo, ognuna rappresentante aspetti diversi della divinità suprema. Tra le divinità più conosciute ci sono Brahma, Vishnu, Shiva, Lakshmi, Saraswati, e molti altri.

Yoga: Una pratica che comprende discipline fisiche, mentali e spirituali, progettata per raggiungere l’unione con la divinità o la realtà ultima.

L’induismo è estremamente diversificato, con molte scuole di pensiero e pratiche variegate. Comprende una vasta gamma di credenze, rituali e tradizioni, e i suoi seguaci possono aderire a uno o più degli innumerevoli sentieri spirituali disponibili.

Caratteristiche dell’induismo

L’induismo è la religione più diffusa in India ma non va considerato come un unico credo, infatti, è composto da una miriade di fedi, culture e filosofie, diverse tra loro ma allo stesso tempo unite intorno ad alcuni principi di base e rispettose delle reciproche differenze.

“Nell’induismo sono comprese molte tradizioni spirituali, che sono come differenti strade che conducono alla stessa meta: Dio è Uno e appare in molte forme, ma ogni forma è Lui”, si legge sul sito dell’unione induista italiana.

L’induismo è una religione monoteista, crede cioè in unico Dio. Egli è uno ma si esprime in infiniti modi e forme. Sono infatti centinaia le divinità che fanno parte del pantheon indù: tutte queste espressioni del Divino esistono per far sì che ogni individuo possa trovare la propria strada religiosa.

I testi sacri sono scritti quasi tutti in sanscrito o in vedico. I principali sono i due poemi Mahabharata e Ramayana, scritti in sanscrito ma tradotti anche nei vari dialetti indiani.

La sua base è rappresentata dal Dharma, ovvero “l’intero complesso dei doveri religiosi, sociali e familiari dell’uomo che sostengono e nutrono la vita e impediscono se osservate, di cadere nella rovina e nel dolore.”

Il Dharma unisce tutte le diversità dell’Induismo e ad esso sono associate le etiche dell’umanità come l’assenza di violenza, la giustizia, la verità. Il Dharma è ciò che sostiene la nostra esistenza.

Gli altri concetti fondamentali dell’induismo sono: Karma, responsabilità. Rappresenta la possibilità di realizzare la propria natura divina mediante un’azione consapevole; Samsara: il cerchio della nascita, della morte, della rinascita e così all’infinito. Rappresenta il ciclo delle incarnazioni; Purushartha: i principi che regolano la vita dell’uomo e gli consentono di condurre una vita felice.

E ancora: Artha, il benessere; Kama: il desiderio conforme al dharma; Moksha: la liberazione dal ciclo delle incarnazioni e dalla schiavitù dell’ego.

 

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