
Secondo i dati Istat, i bimbi nati al sud hanno +50% di probabilità di morire nel primo anno di vita.
Si tratta di statistiche davvero sconcertanti e che lasciano spazio ad una serie di riflessioni e dibattiti. Com’è possibile che ad oggi si crei un simile disagio, già soltanto mettendo a confronto nord e sud di uno stesso Paese?
Come riportato da tgcom24, nel periodo che va dal 2006 al 2018 si è verificata una progressiva diminuzione della mortalità neonatale (nei primi 28 giorni di vita) e infantile (nel primo anno di vita), che hanno portato l’Italia tra i Paesi del mondo con la mortalità più bassa. Tre anni fa invece, le morti infantili sarebbero state 1.266, e la mortalità neonatale del 2,01 per 1.000.
In base ai numeri riportati nel 2018, nel Mezzogiorno d’Italia ben 200 bambini avrebbero potuto sopravvivere. Il tutto se ci fossero state alcune condizioni presenti anche al Nord. E le regioni più colpite da tale problematica risultano essere la Campania, la Sicilia e soprattutto la Calabria.
Bimbi nati al sud mortalità +50%, il motivo:
A questo punto ci si chiede come sia possibile che i bimbi nati al sud presentino una probabilità di mortalità superiore al 50% nel primo anno di vita.
Le ragioni potrebbero essere molteplici. Bisogna infatti mettere in conto una serie di fattori, tra cui il territorio ed in particolar modo i livelli di sanità presenti. Alcune regioni si rivelano poco all’avanguardia in questo senso. Seppur (come abbiamo detto in precedenza) l’Italia sia uno dei migliori Paesi, tra nord e sud i dati presenterebbero sostanziali differenze.
In merito a ciò, la presidente della Sip Annamaria Staiano dice: “L’idea che nascere in un particolare territorio possa offrire una minore probabilità di cura e di sopravvivenza non è accettabile”.
Invece, secondo l’ordinario di Pediatria all’Università di Palermo Giovanni Corsello, “Serve sinergia per invertire questi trend allarmanti e la Sip sta già mettendo in campo iniziative per intervenire in modo pro attivo su un modello assistenziale così a rischio di disuguaglianze”.

































