
Giancarlo Magalli dovrà risarcire Adriana Volpe.
Il conduttore Rai risulta condannato per diffamazione, a seguito di alcune frasi dette nei confronti della Volpe. In base a quanto riportato da varie fonti, il risarcimento sarà di 25 mila euro, più di 14 euro di multa.
Ma come ha reagito Magalli dinanzi a tale sentenza? Su Facebook ha scritto un post, con le seguenti parole:
“Dato che tra 5…4…3…2…1 la Volpe inonderà il web di comunicati stampa riguardanti la mia condanna esemplare per un’intervista in cui io parlavo del Me Too e NON la nominavo affatto, volevo anticiparla specificando che il giudice mi ha dato una multa (che non devo nemmeno pagare) una provvisionale (che non devo pagare) e le spese legali (che pagherò). Questo prima che dica che sono stato condannato all’ergastolo o a 10 milioni di risarcimento”.
E poi:
“Per inciso nella causa eravamo imputati io, il giornalista che mi aveva fatto l’intervista ed aveva cercato di farmi parlare della Volpe (assolto) ed il direttore responsabile del giornale che l’aveva pubblicata. E di chi parliamo? Ma di Alfonso Signorini che casualmente è quello con cui da allora Adriana lavora. Coincidenze, eh…”
Giancarlo Magalli vs Adriana Volpe, la risposta di lei:
Adriana Volpe è super contenta della sentenza.
A tal proposito, ha lasciato un’intervista per Adnkronos, in cui ha detto:
“Caro Magalli, i giornali leggendo il tuo post riportano titoli come “Magalli deve pagare solo una multa“. No Giancarlo sei condannato! Ieri il tribunale di Milano ti ha condannato per il reato di diffamazione aggravata. All’uscita invece di chiedermi scusa sei corso fuori a scrivere un post su Facebook tentando di distorcere questa sentenza che invece ha una portata e peso straordinari. Hai scritto cose false“.
E ha concluso dicendo:
” Giancarlo, con le tue azioni hai cambiato il corso della mia vita lavorativa ma forse non sai che sei riuscito a tirare fuori una forza che neppure io sapevo di avere, l’ho tirata fuori per rispondere ai tuoi insulti, alle gravi allusioni e alle cattiverie gratuite che hai detto e scritto”.

































