Marine Le Pen, leader del fronte nazionale, ha lanciato la sua campagna elettorale, si trasforma in un vero e proprio ciclone Le Pen e lo ha fatto con una promessa: se sarà eletta presidente proporrà un referendum per l’uscita della Francia dall’Unione Europea.

A conclusione della due giorni di convention tenutasi a Lione Marine Le Pen ha anche annunciato la volontà di promuovere l’uscita dal comando integrato della Nato e la volontà di ripristinare il franco abbandonando la moneta unica.

La promessa al comizio

La promessa della leader dell’estrema destra è categorica: “In cinque anni rimetterò la Francia in ordine“. Sono state queste le sue parole mentre elencava i 144 punti del suo programma durante il quale ha anche elogiato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Le Pen ha poi preso le distanze dai “candidati dei soldi” sia di destra che di sinistra pur senza farne i nomi. Ha annunciato la volontà di instaurare una nuova “democrazia di controllo“, dove il popolo potrà direttamente intervenire per verificare le sue promesse o per proporre o respingere leggi con referendum popolari.

Il programma

Le promesse del programma di Marine Le Pen emergono chiaramente dai 144 punti del programma stesso. Non si parla di finanziamenti o cifre, ma ciò che emerge chiaramente è la volontà di rendere la Francia “libera, sicura, prospera, giusta, orgogliosa, potente e sostenibile“.

Due sono i referendum già pronti: uno ha l’obbiettivo di stabilire il principio della “priorità nazionale” per il lavoro e le case e l’altro quello di recuperare la propria sovranità in materia di bilancio, territorio, moneta e legislazione. 

Ciò che si preannuncia, quindi, è la Francexit.

Combattere il terrorismo

Anche il terrorismo è stato uno degli elementi affrontati nel corso del comizio di Lione. Sono stati annunciati nuovi mezzi a disposizione delle forze dell’ordine, l’espulsione immediata per chi è già schedato come radicale e il ritiro della nazionalità per chi è schedato e in possesso della doppia nazionalità.

Non mancherà il coinvolgimento delle scuole dove verrà insegnato il “romanzo nazionale” poiché tutti hanno il diritto di amare la Francia e di esibirlo.

 

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