
Fa discutere una circolare del dirigente scolastico in merito alle festicciole a scuola.
La preside di una scuola di Sant’Ignazio di Santhià, in provincia di Vercelli ha diramato una circolare che prevede il divieto di introdurre e di consumare in classe “alimenti ad uso collettivo, se non la merenda assegnata dai propri genitori, al fine di evitare spiacevoli episodi a causa di allergie e intolleranze alimentari”.
La notizia è stata riportata proprio qualche giorno fa dal noto quotidiano La Stampa.
Niente più festicciole con bibite, dolci, caramelle e pizzette, i bambini potranno mangiare solo in mensa.
Lo scopo della preside, oltre al voler evitare preventivamente allergie e intolleranze è anche quello di evitare discriminazioni.
La stessa preside sottolinea che molto spesso, infatti, si assiste a casi in cui alcuni bambini possono portare a scuola torte e pasticcini, mentre altri provengono da famiglie che non hanno la disponibilità economica per farlo.
Sempre secondo la circolare diramata questa regola non vuole impedire il festeggiamento dei compleanni dei bambini.
Ogni mese è autorizzata una festa per celebrare tutti i compleanni compiuti nell’arco dei trenta giorni, ma alla super-festa di compleanno sono ammessi esclusivamente cibi confezionati e muniti di etichetta, che i docenti provvederanno accuratamente a conservare.
Questa decisione ha già fatto scalpore, c’è chi la approva e chi invece la contesta.
Gli istituti scolastici hanno già dovuto adeguarsi al Regolamento CE n.852/2004 (29 aprile 2004) sull’igiene dei prodotti alimentari e gli eventuali alimenti preparati in casa come un semplice panino per la merenda possono essere destinati solo all’uso personale degli alunni che li hanno portati.
SCUOLA, SI IMPARA DI PIU’ SE SI ENTRA ALLE 10

































