
A seguito dell’appello di Gandolfini, il Lazio ritira le linee guida nelle scuole sull’educazione gender.
In merito a ciò, l’azienda ospedaliera San Camillo ha spiegato che non esiste alcun tipo di variazione di genere sulle linee guida scolastiche. Ecco alcune parole dell’assessore D’Amato, in cui si nega l’approvazione e qualsiasi altro tipo di responsabilità:
“Non esiste alcuna linea guida regionale sulla varianza di genere. L’Azienda Ospedaliera San Camillo, in accordo con l’Assessorato alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, ha diffidato l’Istituto Metafora (SAIFIP). E’ stato inviato senza alcuna autorizzazione e con il logo dell’Azienda Ospedaliera, il documento diffuso nel corso di un webinar”. (Fonte: La Stampa).
Invece, il sottosegretario all’Istruzione Sasso, ha attaccato l’Ufficio scolastico regionale, dicendo così:
“Si è prodotto in una inaccettabile apertura sulla questione relativa all’identità di genere. Quello che si configurava come un semplice webinar, tra l’altro promosso da associazioni che hanno una smaccata connotazione politica, è stato trasformato in un una sorta di base di riferimento da cui partire per poi magari declinare il tema con sfumature ancora più oltranziste”. (Fonte: La Stampa)
“Logo dell’azienda ospedaliera usato senza autorizzazione”
La mancanza di autorizzazione sull’utilizzo del logo dell’azienda ospedaliera è stata commentata anche dal provveditore Pinneri, il quale spiega che:
«Dal comunicato stampa diffuso dall’azienda ospedaliera si apprende che l’istituto Metafora ‘ha utilizzato, senza alcuna autorizzazione, il logo dell’Azienda. Tra l’altro, il documento era stato diffuso alle scuole quale materiale di preparazione per un corso di formazione per i docenti della durata di quattro ore da svolgersi a settembre. Esso avrebbe dovuto dare ai docenti interessati indicazioni di massima su come gestire eventuali richieste degli studenti di confrontarsi sul tema della varianza di genere. La fiducia del documento non può che essere incrinata dal fatto di aver appreso che l’estensore avrebbe una affiliazione scientifica diversa da quella che era stata rappresentata a questo Ufficio”. (Fonte: La Stampa).

































