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Draghi ha dichiarato lo stato di emergenza in Italia fino al 31 dicembre 2022, per la guerra in Ucraina.

In questi giorni si è parlato tantissimo della situazione difficile che si sta vivendo. Così, lo scorso venerdì, il Consiglio dei ministri ha proclamato lo stato di emergenza.

Nello specifico però, si è parlato dell’intervento all’estero fino a tre mesi, con lo scopo di effettuare degli interventi straordinari, a favore della popolazione civile. Non ha nulla a che vedere pertanto con la rinomata emergenza sanitaria da Covid-19. Si tratta di misure di sostegno e protezione nei confronti del popolo ucraino, il quale risulta essere la vittima principale di questa guerra.

Di conseguenza, si parla di aiuti umanitari. A tal proposito, Janez Lenarčič nonché Commissario Europeo per la Gestione delle Crisi, ha affermato le seguenti parole:

L’UE offre piena solidarietà alla popolazione ucraina, anche con supporti concreti. Quando l’Ucraina ha richiesto il nostro aiuto, abbiamo lavorato 24 ore al giorno per aiutare le autorità. Aiuti immediati alla popolazione civile sono già in arrivo. Slovenia, Romania, Francia, Irlanda e Austria hanno già fatto le prime offerte ed io mi aspetto ulteriori aiuti nei prossimi giorni da parte degli altri membri degli Stati europei”.

Draghi, stato di emergenza cosa significa:

Tutta la commissione europea ha deciso di avviare il Meccanismo europeo di Protezione civile.

Quest’ultimo fu istituito per la prima volta nel 2001 ed ha lo scopo di prestare una serie di aiuti umanitari (ad esempio posti letto, kit sanitari e via dicendo) nei confronti di un Paese nel momento in cui un’emergenza ne supera le capacità di risposta. Si parla dunque di:

  • Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile per intervento all’estero
  • Deliberazione dello stato di emergenza per intervento all’estero
  • Risorse finanziarie nei limiti degli stanziamenti del Fondo per le emergenze nazionali

Inoltre i fondicomprendono, al netto di quanto sarà rimborsato dall’Unione europea, gli oneri che verranno sostenuti per il trasporto, il dispiegamento e il reintegro dei materiali”.

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