Dialisi: cos’è e come funziona

La dialisi viene effettuata in pazienti che hanno una ridotta o assente funzionalità renale e permette di eliminare i liquidi e le scorie che i reni non riescono più a filtrare. La dialisi ha inoltre l’obbiettivo di bilanciare la quantità di sostanze chimiche (elettroliti) e altre presenti nell’organismo.

La prima applicazione di questo trattamento risale al 1943 e fu eseguita da Johan Willem Kolff. La sua utilizzazione è stata però ufficializzata grazie a Quinton e Scribner nel 1960. Da allora si sono fatti grandi passi in avanti nell’ambito della dialisi, oggi abbiamo due tipi di trattamento: peritoneale ed emodialisi.

La prima, come spiegato in un recente congresso del Gruppo di Studio di Dialisi Peritoneale della Società Italiana di Nefrologia, è ancora troppo poca diffusa in Italia: la fa meno del 10 per cento dei circa 50 mila dializzati presenti nel nostro Paese.

“Nel nord Europa, per esempio in Danimarca o in Svezia, la dialisi peritoneale è scelta per almeno il 25 per cento dei pazienti; a Hong Kong si arriva addirittura all’80 per cento e in molti Paesi è considerata la terapia di prima scelta per i dializzati – spiega Roberto Corciulo, nefrologo del Dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’Università di Bari, al Corriere.

La dialisi peritoneale, come dichiarato da Corciulo, consente di mantenere più a lungo una funzione renale residua “anche se la quota di sangue depurato dai reni è bassa, serve comunque a eliminare sostanze diverse da quelle che ‘ripuliamo’ con la dialisi e tutto ciò si traduce in una sopravvivenza più alta del 12 per cento. Inoltre, la qualità di vita dei malati migliora moltissimo perché non sono costretti a permanenze in ospedale lunghe e quasi quotidiane per il trattamento.”

Tale trattamento, più simile alla funzione naturale del rene rispetto all’emodialisi, sfrutta la membrana del peritoneo come filtro, il liquido di dialisi viene infuso mediante un catetere e lasciato per un certo periodo di tempo in modo che possa scambiare con il sangue i prodotti di scarto e quindi drenato via. Questo procedimento può essere eseguito manualmente anche dallo stesso paziente. È inoltre possibile ricorrere alla procedura automatizzata notturna, scelta nel 45% dei casi: il paziente non si accorge quasi di nulla.

Non solo, la dialisi peritoneale costa di meno rispetto all’emodialisi, questo perché permette di tagliare le spese relative alla gestione del personale dell’ospedale, della struttura e quelle sostenute dai pazienti e dalle loro famiglie.

Funzionamento della dialisi

Viene utilizzata una membrana semipermeabile che permette di separare il sangue dal liquido di dialisi, consente il passaggio di alcune sostanze e ne blocca altre. Tramite il processo di diffusione permette di espellere dal sangue i prodotti di scarto, l’acqua, gli elettroliti e altre sostanze nel liquido di dialisi.

La rimozione dei liquidi avviene in maniera differenze nei due trattamenti: nell’emodialisi si utilizza la pressione; nella dialisi peritoneale, invece, nel liquido di dialisi viene usato il glucosio che favorisce la fuoriuscita del liquido in eccesso dal sangue.

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