Bossetti: “Sono innocente, ero a casa con la mia famiglia”

Il presunto killer di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti, resta in carcere. Il gip, pur non convalidando il fermo, ha disposto la custodia cautelare per il rischio di reiterazione del reato “il fermo – precisa – non è stato legittimamente disposto, poiché dagli atti non si evince alcun elemento concreto e specifico dal quale desumere il pericolo di fuga.”

Interrogato dal Gip Ezia Maccora nell’udienza di convalida dell’arresto, Bossetti si è dichiarato innocente.

“Il mio assistito ha risposto a tutte le domande del gip e del pm – ha raccontato il suo legale, l’avvocato Silvia Gazzetti – non si spiega il perché il suo dna sia stato trovato sugli indumenti di Yara. Vedremo di dimostrarlo durante il processo.”

Il presunto assassino ha inoltre rivelato di aver conosciuto il padre di Yara solo dopo i fatti e avrebbe un alibi per la sera dell’omicidio “la sera del delitto era a casa con la famiglia”, ha affermato il suo legale, spiegando anche il motivo per cui il telefono del suo assistito rimase spento per 14 ore “questo lungo momento è stato dovuto al fatto che il telefono era scarico, ed era stato messo in carica.”

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