Curiosità ed obiettivi sul test del disegno della famiglia

Sin dal momento in cui nasce, ogni bambino instaura un attaccamento affettivo con le figure di riferimento, che solitamente vengono rappresentate dai genitori. A tal proposito, gli psicologici hanno studiato numerose teorie e formulato test per scoprire a fondo questo tipo di legame: il più noto si chiama test del disegno della famiglia.

Il primo a sperimentarlo fu Maurice Porot (1951), il quale voleva constatare il modo in cui ogni bambino vede e percepisce l’ambiente circostante, in particolar modo le persone che gli sono vicino sin dalla nascita. La prova però, viene effettuata nella fascia d’età che va dai 5 ai 15 anni (si prendono a campione anche gli adolescenti). In un primo momento fu aspramente criticato. Ma secondo dei recenti studi, il test possiede la sua validità, in quanto attraverso il disegno (così come il gioco) si riflettono una serie di sensazioni, informazioni ed emozioni.

Obiettivi del test

Dopo aver appurato che rappresenti una grande risorsa a livello psicologico, scopriamo quali sono gli obiettivi della prova:

1. Capire se ci sono conflitti in famiglia. Magari i genitori faranno credere che sia tutto ok: quando si tratta di pura apparenza, i primi ad accorgersene sono proprio i bambini. Sin dalla nascita osservano cosa accade intorno a loro e se in casa dovessero esserci litigi frequenti o addirittura casi di separazione, saranno più propensi a fare dei disegni un po’ ambigui. Alcuni esempi? Il papà e la mamma che non si tengono per mano, volti tristi o arrabbiati, scarabocchi che indicano particolari segni di nervosismo, cuori infranti e così via.

2. Valutare le preferenze. Attraverso le raffigurazioni, si può riuscire a captare se il bambino presenta un attaccamento maggiore verso uno dei due genitori (magari dà la mano alla mamma e non al papà o viceversa), prova sentimenti negativi, disegna in maniera irregolare (la mamma in grande e il papà in piccolo e viceversa).

3 Constatare se soffre di solitudine. Può succedere che il bambino rappresenti i due genitori insieme e lui isolato, in un angolo del foglio. Quello è un segnale su cui porsi delle domande: forse mamma e papà lo trascurano per qualche motivo?

E ancora…

4. Amore/odio verso i fratelli. Cosa prova nei loro confronti? Il disegno potrebbe far intuire qualcosa in merito e capire se ci sia gelosia o meno. Il caso più comune è quello del primogenito, che inizialmente pensava di essere unico ed insostituibile, ma dall’arrivo del fratellino o della sorellina, riceve meno attenzioni. Questo può scaturire in lui invidia e nel peggiore dei casi, odio.

5. Scoprire la sua personalità. Mettiamo caso che in famiglia vada tutto bene, attraverso il test si ha modo di capire qualcosa in più sul carattere del bambino. Certamente, alla tenera età non è ancora ben definito ma si possono già dimostrare alcune sue caratteristiche, quali la furbizia, la capacità di attenzione, il senso di responsabilità, l’insicurezza, il livello di autostima e via dicendo.

Oltre ai cinque obiettivi principali appena presentati, grazie al test del disegno della famiglia, si ha modo di valutare la stabilità emotiva del bambino, come si comunica in casa e altri tipi di preoccupazioni.

Modalità del test

L’esperimento ha luogo in una stanza che riesca ad emanare la giusta tranquillità e che allo stesso tempo non porti distrazioni. Al bambino vengono dati un foglio e delle matite colorate e prima di cominciare, sarà informato del fatto che non sarà giudicato. In tale contesto, il ruolo dello psicologo si limita esclusivamente nel porre delle domande man mano che il bambino darà vita al suo disegno.

Tuttavia, il test del disegno della famiglia non è l’unica strategia per scoprire l’indole infantile, ma è sicuramente una delle più attendibili.

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