
Riccardo e Manuel, sono il figlio e l’amico che hanno ucciso i coniugi Nunzia e Salvatore a Pontelangorino in provincia di Ferrara. Amici da una vita e complici nell’omicidio. E’ questo quanto emerge in seguito alla confessione dei due, entrambi ancora minorenni. Il movente non sarebbe dovuto a un interesse economico ma piuttosto alle forti liti che vi erano costantemente tra il figlio e i genitori, legati ai brutti voti a scuola. Proprio questo è il motivo che avrebbe portato il 16enne a progettare l’omicidio da qualche tempo. Il tutto con la collaborazione dell’amico di una vita Manuel.
I due sono, letteralmente amici da una vita, cresciuti insieme nel paese del ferrarese ed entrambi con poca voglia di studiare e di impegnarsi. Ed è proprio per l’amico di una vita che Manuel si è trasformato in un assassino. Dai racconti dei due emerge che è stato lui a impugnare quell’ascia usata per uccidere i genitori di Riccardo, Nunzia e Salvatore, tra la mezzanotte e le sei dello scorso martedì. Il giovane Manuel è entrato nella camera da letto dei genitori dell’amico passando da una porta finestra lasciata appositamente aperta e con l’ascia ha colpito alla testa prima il padre e poi la madre. Solo a questo punto sarebbe intervenuto il figlio della coppia per aiutare a spostare i corpi. Il piano, infatti, era di gettare i corpi nel canale per poi denunciarne la scomparsa. Dopo non essere riusciti a trasportare i corpi allora è scattato il “piano B” inventando di aver passato la notte insieme.
Messi sotto torchio dagli inquirenti i due hanno confessato dopo qualche ora di interrogatorio e hanno fatto recuperare l’arma del delitto e gli abiti sporchi di sangue. Alcuni amici ricordano Riccardo e Manuel: “non c’era giorno che non fossero assieme da qualche parte”. I carabinieri hanno trovato in casa di Manuel un portafoglio pieno di soldi che Riccardo avrebbe dato all’amico perché lo aiutasse.

































