
Praticare meditazione è una buona, anzi un’ottima abitudine che si può affinare con il tempo, ed è benefica per contrastare ansia e stress.
Non solo, stimolare la capacità di ascolto attivo e sviluppare una sensibilità come la compassione, ci aiuta a diventare più empatici verso gli altri.
In poche parole, imparando ad ascoltare noi stessi cominciamo ad avvicinarsi anche al nostro interlocutore e pratichiamo quella sospensione di giudizio che ci spinge alla totale accettazione dell’altra persona.
Provare empatia verso gli altri è una sorta di sensibilità molto fine con cui nasciamo, cioè siamo già portati a essere più o meno aperti verso le altre persone: l’ambiente in cui cresciamo, i nostri genitori, le sovrastrutture che subiamo ogni giorno e ci pesano addosso come veri e propri macigni possono influenzare questa meravigliosa capacità di capire, comprendere gli altri e mettersi nei panni delle persone che incontriamo ogni giorno.
Se abbiamo avuto genitori anaffettivi, con difficoltà a interagire, o se siamo venuti a contatto con personalità fredde, che non ci hanno insegnato ad amare il prossimo, sarà molto difficile essere persone empatiche!
La meditazione ci può aiutare a ritrovare noi stessi e ascoltarci nel profondo, abbattendo le nostre insicurezze e le nostre paure: facendo questo, con la pratica riusciremo anche ad accettare gli altri con tutte le loro debolezze.
L’importanza dell’autocompassione nella pratica della meditazione e nella crescita personale
In psicologia l’autocompassione è la capacità di perdonarsi e di essere più indulgenti verso noi stessi.
Molte persone, quando entrano in terapia, manifestano dei veri e propri comportamenti autolesionistici che si traducono nei gesti più banali, come ad esempio pretendere troppo da se stessi nel lavoro e nella famiglia.
Chi non chiede aiuto, chi non delega mai e vuole sobbarcarsi di tutto il peso del tran tran quotidiano finisce con l’ammalarsi.
Un altro comportamento tipico di queste persone è la ricerca del partner incompatibile, della sofferenza come fase in cui crogiolarsi, del tormento come stile di vita.
In realtà, praticando l’autocompassione impariamo ad accettarci per come siamo e a volerci bene, essendo meno critici, rigidi e intransigenti verso noi stessi.
Di conseguenza, impariamo a essere più empatici, tolleranti e benevoli verso le altre persone, perché impariamo a stare bene con noi stessi e perdonare i nostri errori.
Come si pratica l’autocompassione?
Tramite la tecnica mindfulness di consapevolezza e cognizione di sé, dovremo imparare ad accettare le nostre debolezze, partendo da piccoli atti di gentilezza verso la nostra persona: una coccola, un momento dedicato solo a noi, una vacanza o una seduta nel nostro salone di bellezza sono piccoli gesti che ci fanno stare bene e ci aiutano a prenderci cura delle nostre anime.
Il ruolo dell’empatia nel raggiungimento della felicità
Essere empatici verso gli altri ci può aiutare a vivere meglio? La risposta è sì, perché ascoltando l’altro e vivendo le sue stesse emozioni è possibile gestire la diversità.
Soprattutto in questo momento storico che stiamo attraversando, essere inclusivi è la chiave per affinare sentimenti e sensibilità come la tolleranza e l’accettazione dell’altro.
Bisogna insegnare ai bambini sin dalla tenera età a confrontarsi con gli altri, ad esempio con gli amichetti dell’asilo, educandoli alle sfumature e alle differenze che possono incontrare nel loro cammino.
L’empatia agisce su questi tre livelli:
1) favorisce la comunicazione assertiva e i rapporti sociali
Chi conosce se stesso e si apprezza sarà in grado di provare gli stessi sentimenti verso le altre persone perché non proverà invidia, rabbia, frustrazione. L’empatia aiuta a relazionarsi con le altre persone, affermando le proprie idee con fermezza ma allo stesso tempo rispettando e comprendendo quelle degli altri, senza prevaricare. Questa si chiama comunicazione assertiva.
2) riduce l’aggressività
Una persona che si mette nei panni degli altri stimola la propria capacità individuale di ampliare i propri orizzonti, di aprire la mente e di valutare tutte le sfumature e della mente altrui. Questa sorta di sensibilità alla comprensione riduce l’aggressività verso l’altro e aiuta a controllare le emozioni distruttive che potrebbero attraversare la mente umana in caso di scontro o di dissenso.
3) incoraggia ad accogliere le diversità
Empatia significa capire come l’altro con la tecnica dei neuroni allo specchio, come si dice in
psicoterapia. Un’immagine molto semplice e chiara che toglie ogni dubbio: io mi metto nei tuoi panni e attraverso la tua mente come fossi allo specchio, come l’immagine riflessa che si vede al contrario.
In questo modo so cogliere la bellezza nelle mille sfumature e sfaccettature della diversità, e divento inclusivo accettando e comprendendo il tuo punto di vista.
Questo è un dono ma è anche una sensibilità che può essere affinata e coltivata semplicemente praticando la meditazione, la gentilezza verso se stessi e gli altri, l’autocompassione e l’educazione al confronto.
L’importanza della gratitudine nella pratica della meditazione e nella crescita personale
Mostrare gratitudine verso gli altri è l’antidoto della felicità: sì, è proprio così, si vive meglio e più a lungo. Questo perché le persone grate verso gli altri sono grate alla vita, sanno riconoscere i gesti di compassione delle persone nei propri confronti, sono più empatiche e meno aggressive.
Essere riconoscenti contribuisce a migliorare la qualità della vita, aiuta a dormire meglio e potenzia l’autostima.
Proviamo, ad esempio, a dire grazie più spesso e apprezzare di più gli altri, sull’ambiente lavorativo come negli affetti interpersonali, ne otterremo degli importanti benefici psichici e fisici.
Chi pratica la gratitudine mostra una corteccia neuronale frontale più sviluppata, e questo conduce ad avere più empatia nel luogo di lavoro, più potere decisionale e capacità organizzative: in pratica, è il ruolo del leader!
Impariamo ad alzarci con il piede giusto, come dice il celebre detto, e a dire grazie alla vita, al sole caldo che ci scalda, al cielo azzurro di una bella giornata ma anche alla pioggia che può diventare affascinante.
Come sviluppare la consapevolezza di sé e degli altri attraverso la meditazione
Provare empatia verso gli altri favorisce il raggiungimento della felicità, della serenità, della tranquillità dell’animo, e questo passa per lo sviluppo della consapevolezza di sé degli altri.
Un passaggio forzato, potremmo dire, che può avvenire attraverso vari canali, come l’educazione, l’insegnamento, il contesto sociale in cui si cresce e le esperienze più o meno inclusive che si fanno durante la vita.
La meditazione può essere un mezzo molto utile per apprendere l’empatia, proprio perché ci aiuta ad ascoltare, un atto che molte persone non conoscono e non sanno proprio dove stia di casa!
In un’era in cui tutto va di fretta, dominata dal digitale e dai pixel che corrono velocissimamente e si disperdono in un click, diventa fondamentale fermarsi a pensare e ritagliarsi un momento per noi stessi.
La meditazione non si pratica solamente sul tappetino durante la lezione di yoga, è un atteggiamento quotidiano da coltivare anche nelle piccole di tutti i giorni, prendendosi qualche minuto per sé nell’arco della giornata

































