
Beatrice Baldacci è una regista e sceneggiatrice italiana, considerata una delle autrici emergenti più interessanti del cinema nazionale. Nata a Città di Castello nel 1993, si è fatta conoscere grazie al cortometraggio autobiografico Supereroi senza superpoteri e al suo primo lungometraggio, La tana, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Il suo cinema affronta temi come la memoria familiare, il passaggio all’età adulta, la malattia, il rapporto con il corpo e la difficoltà di comunicare le proprie emozioni. Nei suoi lavori i silenzi e le immagini assumono spesso un’importanza maggiore delle parole.
Beatrice Baldacci: età e luogo di nascita
Beatrice Baldacci è nata nel 1993 a Città di Castello, comune umbro in provincia di Perugia. Nel 2026 ha quindi 32 o 33 anni, a seconda della data esatta del compleanno, che non risulta pubblicata dalle principali fonti biografiche.
Dopo aver trascorso i primi anni della propria formazione in Umbria, si è trasferita a Padova per studiare Psicologia. In seguito ha scelto di dedicarsi al cinema e si è stabilita a Roma.
Gli studi di Psicologia e la formazione cinematografica
Prima di intraprendere la carriera di regista, Beatrice Baldacci ha studiato Psicologia presso l’Università di Padova. Questo percorso sembra riflettersi nella sua attenzione per i conflitti interiori e per i comportamenti dei personaggi.
Trasferitasi a Roma, ha frequentato la RUFA – Rome University of Fine Arts, dove ha studiato regia e fotografia. Durante la formazione ha avuto come docenti e punti di riferimento professionisti quali Daniele Ciprì e Claudio Cupellini.
Nel 2017 si è diplomata con il massimo dei voti, sotto la supervisione della regista Susanna Nicchiarelli. La sua tesi affrontava il confine tra essere umano e animale e il tema dell’antropomorfizzazione nel cinema.
L’esordio con Corvus Corax
Durante gli studi Beatrice Baldacci ha realizzato Corvus Corax, il suo primo cortometraggio di finzione.
Il lavoro, completato nel 2017, è stato presentato in diversi festival, permettendo alla giovane regista di iniziare a farsi conoscere nel circuito del cinema indipendente.
Già in questo primo progetto emergeva il suo interesse per il rapporto tra umanità, istinto e dimensione animale, al centro anche del percorso di ricerca sviluppato nella sua tesi.
Supereroi senza superpoteri
La svolta è arrivata con Supereroi senza superpoteri, cortometraggio documentario autobiografico realizzato attraverso filmati familiari registrati su videocassette VHS.
Il progetto nasce dalla necessità di recuperare e rielaborare i ricordi dell’infanzia. Il deterioramento delle vecchie immagini diventa parte del racconto: così come le cassette si consumano con il tempo, anche i ricordi possono deformarsi, perdere dettagli e assumere nuovi significati.
Nel cortometraggio la voce della stessa Baldacci accompagna le immagini private della famiglia. La regista riflette sulla memoria, sul dolore e sulla tendenza infantile a considerare i propri genitori come figure invincibili, una sorta di supereroi che, in realtà, non possiedono alcun potere.
Supereroi senza superpoteri ha vinto il Premio Zavattini 2018-2019 ed è stato selezionato nella sezione Orizzonti della 76ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
A Venezia ha inoltre ottenuto una menzione speciale FEDIC per il miglior cortometraggio.
Il collettivo Threeab
Beatrice Baldacci è tra i componenti di Threeab, collettivo nato dall’incontro di alcuni studenti provenienti dall’ambiente delle accademie artistiche romane.
Al gruppo sono legati anche altri giovani autori, tra cui Alain Parroni e Mino Capuano. Il collettivo rappresenta una generazione di cineasti interessata alla sperimentazione, alla produzione indipendente e alla ricerca di nuovi linguaggi.
Nel 2025 la rivista Cinematografo ha inserito Baldacci tra i registi da seguire per il futuro del cinema italiano.
La tana, il primo lungometraggio
Nel 2021 Beatrice Baldacci ha diretto il suo primo lungometraggio, La tana, scritto insieme a Edoardo Puma.
Il film è stato sviluppato e realizzato nell’ambito di Biennale College Cinema, il programma della Biennale che sostiene la produzione di opere prime e seconde a microbudget.
La tana racconta l’incontro tra Giulio e Lia. Giulio è un ragazzo di diciotto anni, estroverso e apparentemente spensierato, mentre Lia è una ventenne misteriosa e chiusa in sé stessa, appena arrivata in una casa di campagna.
Tra i due nasce un rapporto fatto di attrazione, curiosità e silenzi. Giulio scopre progressivamente che Lia si trova in quel luogo per occuparsi della madre gravemente malata. L’estate e la campagna, inizialmente associate alla libertà, diventano così lo scenario di una dolorosa crescita emotiva.
I protagonisti sono interpretati da Lorenzo Aloi e Irene Vetere. Nel cast figurano anche Helénè Nardini, Elisa Di Eusanio, Paolo Ricci e Federico Rosati.
Il significato del titolo La tana
La tana è sia un luogo concreto sia una metafora. È lo spazio nel quale ci si rifugia quando la realtà diventa difficile da affrontare, ma può trasformarsi anche in una prigione emotiva.
Nel film ogni personaggio cerca una propria forma di protezione. Lia si nasconde dal dolore e dalle responsabilità, mentre Giulio utilizza entusiasmo e curiosità per avvicinarsi a una realtà che inizialmente non comprende.
La malattia entra nella storia senza essere utilizzata soltanto come espediente drammatico. Diventa una presenza capace di modificare i corpi, i rapporti familiari e il modo in cui i protagonisti guardano al futuro.
La presentazione a Venezia e i riconoscimenti
La tana è stato presentato in anteprima nel settembre 2021 alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia. Successivamente ha partecipato ad Alice nella città, dove ha ricevuto il Premio Raffaella Fioretta.
Il film è arrivato nelle sale italiane il 28 aprile 2022. Nel corso del suo percorso festivaliero ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui premi e menzioni in manifestazioni italiane e internazionali.
Tra quelli attribuiti all’opera figurano:
- Premio Raffaella Fioretta ad Alice nella città;
- riconoscimento della Hollywood Foreign Press Association;
- premio per il miglior lungometraggio al Sehsüchte International Film Festival;
- premio per il miglior film d’esordio all’Adriatic Film Festival;
- premio per il miglior film italiano all’IMAGO Film Festival;
- premio per la miglior regia al Calella Film Festival;
- riconoscimento al FemCine – Santiago Women’s Film Festival.
La produzione ha coinvolto Lumen Films, Rai Cinema e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti.
Possibili avvenimenti e probabili scenari della mia vita immaginata
Nel 2024 Beatrice Baldacci ha firmato Possibili avvenimenti e probabili scenari della mia vita immaginata, progetto che continua la sua ricerca sul rapporto tra memoria, identità e luoghi.
L’opera prende in esame il contrasto tra la dimensione di una piccola città e quella della grande metropoli. Il titolo richiama le vite che immaginiamo per noi stessi, le possibilità che non si realizzano e il modo in cui il luogo di provenienza continua a influenzare l’identità.
Il progetto è stato sviluppato anche attraverso l’iniziativa Via della Creatività, legata alla città di Gorizia.
Punti nascosti
Tra i lavori successivi della regista compare anche il cortometraggio Punti nascosti. Il progetto conferma l’interesse di Baldacci per le storie intime e per tutto ciò che rimane invisibile dietro i comportamenti e le apparenze.
Le sue opere non cercano necessariamente spiegazioni immediate. Lo spettatore viene invitato a osservare gesti, corpi, ambienti e silenzi per ricostruire la parte nascosta della storia.
Lo stile cinematografico
Il cinema di Beatrice Baldacci è caratterizzato da una narrazione intima, essenziale e fortemente visiva.
Tra gli elementi ricorrenti troviamo:
- memoria familiare;
- materiali d’archivio e filmati privati;
- adolescenza e passaggio all’età adulta;
- rapporto tra corpo e malattia;
- difficoltà di comunicazione;
- ambientazioni sospese nel tempo;
- protagonisti fragili e contraddittori;
- utilizzo narrativo dei silenzi.
La campagna rappresentata in La tana non costituisce semplicemente uno sfondo. È uno spazio isolato nel quale i personaggi non possono sottrarsi alle proprie emozioni.
Filmografia di Beatrice Baldacci
Tra le principali opere dirette dalla regista figurano:
- Corvus Corax (2017);
- Supereroi senza superpoteri (2019);
- La tana (2021);
- Possibili avvenimenti e probabili scenari della mia vita immaginata (2024);
- Punti nascosti.
Beatrice Baldacci è sposata o fidanzata?
Beatrice Baldacci mantiene la propria vita sentimentale lontana dall’attenzione pubblica. Le fonti disponibili si concentrano sulla sua formazione e sui progetti cinematografici.
Non risultano informazioni attendibili e confermate riguardanti un marito, un compagno o eventuali figli. È quindi preferibile non attribuirle relazioni sulla base di indiscrezioni o contenuti pubblicati sui social.
Perché è una regista da seguire
Beatrice Baldacci ha costruito una propria identità cinematografica partendo da materiali personali e trasformandoli in racconti universali.
Dal recupero dei filmati familiari di Supereroi senza superpoteri alla storia di formazione e malattia raccontata ne La tana, il suo cinema si concentra sulle fragilità che spesso vengono nascoste.
I riconoscimenti ottenuti nei festival, la partecipazione a due edizioni della Mostra di Venezia e lo sviluppo di nuovi progetti la rendono una delle registe emergenti italiane con il maggiore potenziale.
Domande frequenti
Quanti anni ha Beatrice Baldacci?
È nata nel 1993 e nel 2026 ha 32 o 33 anni. La data completa di nascita non risulta pubblicata da fonti biografiche autorevoli.
Dove è nata Beatrice Baldacci?
È nata a Città di Castello, in provincia di Perugia.
Che cosa ha studiato?
Ha studiato inizialmente Psicologia all’Università di Padova e successivamente regia e fotografia alla RUFA di Roma.
Qual è il suo film più conosciuto?
Il suo lungometraggio più conosciuto è La tana, presentato nel 2021 alla Mostra del Cinema di Venezia.
Di cosa parla Supereroi senza superpoteri?
È un cortometraggio autobiografico costruito attraverso vecchi filmati familiari in VHS. Racconta il rapporto tra memoria, infanzia e immagine idealizzata dei genitori.
Beatrice Baldacci è sposata?
Non sono disponibili informazioni pubbliche attendibili sulla sua situazione sentimentale.

































