
Con il termine appendicite ci si riferisce ad una malattia infiammatoria.
E’ abbastanza diffusa: in termini di incidenza, interessa le persone di qualsiasi fascia di età.
Tuttavia, stando ad una serie di statistiche, colpisce in particolar modo i ragazzini sotto i quattordici anni. Il motivo risiede nel fatto che questi ultimi presentano un sistema immunitario meno consolidato rispetto ad un soggetto adulto. Ma a questo punto ci si chiede: che dolori provoca l’appendicite e come si cura?
A seguire vi presentiamo i sintomi, le cause e la terapia idonea.
Appendicite cos’è
Prima di presentare la sintomatologia dell’appendicite, è importante comprendere di cosa si tratta esattamente.
A livello anatomico, essa rappresenta per l’appunto l’infiammazione dell’appendice. Ci riferiamo dunque a quella piccola formazione presenta nella bassa estremità dell’intestino (crasso). Ancora oggi risulta complicato capire con precisione quale possa essere il suo ruolo.
Tuttavia, è altamente probabile che l’appendice funga da vero e proprio strato di protezione del nostro intestino, da infezioni.
Appendicite che dolori provoca
Nel momento in cui si infiamma, si va incontro ad una serie di sintomi.
Di solito, l’appendicite insorge con un forte dolore addominale generico. Si avverte una specie di malessere, che però interessa tutto l’organismo, in termini di spossatezza e nausea.
Non molto dopo però, il fastidio inizia a diventare decisamente più localizzato, colpendo per l’appunto l’appendice. Ovviamente, l’intensità del dolore è del tutto soggettiva: c’è appunto chi lo avverte in maniera lieve e chi più forte. Dipende anche dal livello di infiammazione.
C’è persino chi manifesta altri sintomi, come la febbre e il vomito.
Appendicite come si cura
Quando si avverte un piccolo dolore nell’area interessata, solitamente si consiglia di assumere un farmaco antidolorifico. In alternativa, dovrebbe andar bene anche un antispastico.
Tuttavia, prima di procedere con i medicinali, è preferibile consultare un medico o una farmacia.
Nel caso in cui i dolori da appendicite non dovessero passare, allora sarà davvero molto importante rivolgersi ad un medico. Così facendo, egli effettuerà una pronta diagnosi, in modo tale da escludere altre patologie, di qualsiasi natura.
Ma se la sintomatologia dovesse risultare insopportabile, allora risulterà fondamentale recarsi in una struttura ospedaliera. Nelle situazioni di appendicite più grave, sarà necessaria una visita chirurgica di urgenza.
Appendicite infiammata
Quando ci si trova dinanzi ad un episodio di appendice infiammata, si potrà procedere in due modi.
Il primo (ovvero quando è in forma lieve), prevede la somministrazione di antibiotici, sotto stretta osservazione medica.
Ma nel momento in cui dovesse essere accentuata, allora sarà indispensabile ricorrere all’intervento chirurgico di asportazione dell’appendice, nello specifico all’appendicectomia. E’ davvero molto importante non sottovalutare una simile situazione, onde evitare spiacevoli complicanze.
Tuttavia, ci teniamo a ribadire che un intervento da appendicite risulta necessario a seconda del quadro clinico e dall’esito degli esami del sangue. Per esempio, se si dovesse riscontrare un notevole aumento dei globuli bianchi, è probabile che ci sia uno stato di infiammazione dell’appendice.
Quando la sintomatologia è acuta, si parla di vera e propria emergenza medica.
Appendicite peritonite
Come vi abbiamo detto poco fa, l’appendicite non va affatto presa sottogamba.
In caso contrario, se dovessero esserci complicanze, c’è il rischio di andare incontro a peritonite.
La peritonite si può considerare uno stadio avanzato dell’appendicite e rappresenta la sua perforazione a causa dell’infiammazione. E quest’ultima, può seriamente mettere a rischio la vita di una persona.
Però, prima che ciò accada, basta agire tempestivamente. Pertanto, effettuando l’operazione da appendicite (nota come appendicectomia), si potrà porre rimedio. Essa avviene con un’anestesia generale.
Appendicite intervento
In che cosa consiste l’appendicectomia?
L’intervento chirurgico avviene in anestesia generale. La procedura si può eseguire in laparoscopia. Essa offre una perfetta visione che interessa tutta la cavità addominale. Così facendo, non risulta essere invasiva per la persona.
A livello pratico, la procedura si basa su tre incisioni abbastanza piccole. La prima si effettua in prossimità dell’ombelico, mentre le altre due avvengono nella zona del pube. Con esse si ha modo di introdurre una piccola videocamera (nota con il termine laparoscopio) e tutti i vari strumenti chirurgici indispensabili.
E non è tutto. Grazie alla laparoscopia si ha la possibilità di diagnosticare (o quantomeno escludere) la presenza di possibili patologie. Anche perché prendendo in considerazione le persone di sesso femminile, risulta abbastanza alta la probabilità di confondere quel dolore con un qualcosa di natura ginecologica.
Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: quanto dura un intervento di appendicite?
In realtà, non molto. Si parla infatti in media di una quarantina di minuti, anche se le tempistiche possono leggermente variare a seconda del caso specifico.
Appendicite post intervento
Una volta effettuata l’operazione, si chiederà al paziente di restare nella struttura ospedaliera per almeno 24 ore.
E’ davvero molto importante che rimanga lì nelle ore successive, poiché trattandosi di un intervento mediamente delicato, va tenuto sotto controllo.
Una volta trascorso il tempo necessario (massimo 48 ore), egli potrà fare ritorno alla propria abitazione. Ma come ogni post intervento, bisognerà seguire una serie di regole comportamentali.
Ciò significa che nei primi giorni sarà preferibile seguire una fase di convalescenza. Essa prevede il riposo fisico (da evitare dunque sport e attività pesanti) e una corretta alimentazione.
Appendicite cosa mangiare
Ma cosa bisogna mangiare dopo un intervento di appendicite?
Di solito, il medico consiglia al paziente di seguire alcuni accorgimenti alimentari, per evitare che si possano verificare infiammazioni a livello intestinale.
Proprio per tale motivo, risulta preferibile consumare dei cibi poco conditi (giusto un filo di olio e un pizzico di sale per intenderci). Ma non solo: è fondamentale mangiare molte verdure, la frutta di stagione e gli alimenti cotti a vapore (e dunque non fritti).
Sì alle carni bianche, come il pollo e il tacchino. Da evitare invece i cibi grassi (tipo burro e strutto), le fritture (patatine, crocchè e compagnia bella), le bibite gassate e soprattutto il caffè. Non mangiare cibi speziati, in particolar modo piccanti e tutti quei formaggi fermentati.
State pur certi che nel giro di pochi giorni potrete tornare alla normale quotidianità e i dolori da appendicite saranno per voi solo un brutto ricordo.

































