Il blitz è avvenuto alle prime ore di stamattina, e ricorda un pò le vicende di Tangentopoli. Ben 7 gli ordini di cattura che sono stati emessi, riguardanti  alcuni appalti dell’Expo di Milano 2015 che sarebbero stati pilotati per favorire alcuni costruttori invece che altri. Le intercettazioni riguardano un dirigente dell’Expo, Angelo Paris, che racconta ai suoi colleghi come favorire i suoi costruttori di riferimento.

Ma l’aspetto più incredibile, reale e concreto, è che a contribuire a tutto questo sono niente meno che Primo Greganti, un tempo il famoso ‘Compagno G’, che rifiutò ogni collaborazione con i magistrati ai tempi di Mani Pulite, e Gianstefano Frigerio, ex segretario regionale della Democrazia cristiana, finito in carcere, poi fatto eleggere in Forza Italia e cacciato dal parlamento quando le condanne sono passate in giudicato. Era lui ad avere contatti con Berlusconi, spesso non per telefono, bensì con messaggi scritti e recapitati a mano.

Un ordine di custodia cautelare riguarda anche l’ex parlamentare pdl Luigi Grillo, già finito in varie indagini, Sergio Cattozzo, una sorta di longa manus di Frigerio, e il potente costruttore Enrico Maltauro. E’ Grillo che porta un altro manager (non arrestato) a casa di Cesare Previti. C’è anche l’avvocato romano, condannato per corruzione dei giudici a favore di Berlusconi, nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza di custodia: non risulta indagato e sembra rivestire il ruolo di uno che può «fare nomi» e aiutare per ottenere incarichi pubblici importanti. I magistrati dell’accusa chiedevano molti più arresti di quelli concessi dal gip. E la Procura di Milano lancia un segnale molto forte: i suoi loschi affari riguardano anche l’expo di Milano. 

Paris è accusato di associazione per delinquere e turbativa d’asta. Uno degli appalti pilotati riguarda le case per le delegazioni straniere. Un altro è il famoso e discusso progetto delle via d’acqua. Paris, secondo le indagini, era stato sponsorizzato dalla «squadra» dei faccendieri anche presso Silvio Berlusconi, tanto da essere invitato a una cena di lavoro ad Arcore alla presenza dell’ex presidente del consiglio. E’ sempre lui che, nel febbraio 2014, aveva partecipato ad Arcore a una cena con  Berlusconi. Un altro ordine di custodia è nei confronti di Antonio Rognoni, ex-capo di Infrastrutture Lombarde,  già agli arresti domiciliari su richiesta del procuratore Alfredo Roble.

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