
Zerocalcare, nome d’arte del fumettista italiano Michele Rech, ha dichiarato di non essere un pacifista.
Per lui esistono anche le guerre di liberazione, proprio per tale motivo ha deciso di non voler disegnare o dire la propria in merito alla situazione Ucraina. E nello specifico, ha dichiarato di non possedere gli strumenti adatti per poter effettuare un’analisi di tipo geopolitica.
Diventato famoso a livello mondiale grazie alla serie animata per Netflix, intitolata “Strappare lungo i bordi“, Zerocalcare è oggi una star.
I suoi primi lavori ufficiali risalgono a più di un decennio fa ed avevano dei prezzi abbastanza contenuti (tipo 12 euro), mentre oggi se cercate una sua auto – produzione su eBay, vi chiedono almeno 600 euro.
Insomma, la vita di Michele Rech è davvero cambiata tantissimo nel corso degli ultimi anni. In molti lo considerano un mito o comunque un idolo da cui trarre ispirazione. Basti pensare alle centinaia di citazioni condivise sui social dai fans, in cui si vedono alcuni frame dell’ultima serie animata.
Chi è esperto del mondo dei fumetti, non può assolutamente non conoscerlo. Sebbene sia diventato molto popolare però, resta una persona umile. Almeno in base a quanto detto da lui nell’ultima intervista per il Corriere, non desidera cambiare vita. Ha detto inoltre di non volere un agente.
Anche le sue amicizie sono rimaste più o meno le stesse. Vive nel suo solito quartiere e ha deciso di rimanere ancorato alle sue origini.
Zerocalcare, “Non sono un pacifista”
In merito alla situazione Russia – Ucraina, Zerocalcare ha preferito dunque non sbilanciarsi più di tanto.
Egli a tal proposito, ha voluto alzare le mani. Nell’intervista per il Corriere afferma: “oggi il mio bagaglio politico sta integralmente nella mia professione”. Dichiara allo stesso tempo di non conoscere il background di questo conflitto e di conseguenza non vuole trattare l’argomento nelle sue illustrazioni.

































