
In Trentino hanno avviato una raccolta firme che come protagonista Vittorio Sgarbi.
Il critico d’arte continuerebbe a negare l’esistenza del Coronavirus, o quantomeno a minimizzare la sua entità. Proprio per tale motivo, l’Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale, avrebbe ritenuto la petizione del tutto ammissibile.
L’obiettivo sarebbe quello di cacciarlo da Rovereto e più precisamente dal museo Mart, impedendo a Sgarbi di svolgere la sua mansione da critico d’arte.
Una scelta abbastanza tosta ma che a detta loro, servirebbe per fargli imparare la lezione. Ma chi conosce Vittorio sa benissimo che non sarà di certo una provocazione a fargli cambiare idea, anzi.
Le parole di Sgarbi su Briatore
Vittorio Sgarbi è molto attivo sui social, in particolar modo sulla sua pagina Facebook.
Qui condivide ogni giorno i suoi pensieri riguardo la politica e l’attualità. Così, proprio l’altro giorno ha voluto dire la sua riguardo Flavio Briatore. Egli è convinto che nel giro di qualche giorno uscirà da questa situazione, perché il Covid non è una malattia seria e si può curare con facilità. Specialmente se si è ricchi (basti pensare al caso Bolsonaro o Johnson).
Ecco le sue parole riportate dalla pagina Facebook:
“Briatore e quelli che dicono adesso: “Così impara!”
Allo stato attuale, quella del ricovero di Briatore al San Raffaele è per il fronte degli allarmisti una notizia esaltante, perché il loro mantra è: “Così impara”.
Ma se sopravvive, cosa su cui io scommetto, e fra cinque giorni ne esce – dopotutto ne sono usciti Bolsonaro, Johnson, Zingaretti e tanti altri – allora significa che ha ragione chi sostiene che è una malattia a bassissima mortalità, e che si guarisce, come da tante altre malattie.
Se muore abbiamo perso ogni battaglia, se vive è la conferma che si tratta di un male che si può curare, e anzi potrebbe essere un rovesciamento del fronte”.

































