
Con l’espressione vertigine parossistica posizionale ci si riferisce a un disturbo che a sua volta scatena una serie di brevi e intensi episodi di vertigini.
Nota anche con il termine di canalolitiasi, essa risulta essere una tra le più frequenti cause delle vertigini. Ciò che determina la sua insorgenza risiede principalmente in un’alterazione funzionale dell’organo dell’equilibrio, situato nell’orecchio interno.
Quest’ultimo, è a sua volta adibito all’accoglimento della coclea e il labirinto, due componenti fondamentali sia per l’udito che per l’equilibrio.
Come molti di voi già sapranno, il labirinto dell’orecchio possiede tre canali semicircolari, a loro volta orientati nello spazio, così da poter avvertire l’accelerazione rotatoria della testa, e da due organi otolitici, che hanno il nome di utricolo e sacculo.
La loro funzione sarebbe proprio quella di percepire la gravità. Nel momento in cui la nostra testa si sposta, anche gli otoliti effettuano un movimento, andando a stimolare le cosiddette cellule recettoriali, adibite all’invio al cervello dei segnali appena citati.
Ma a questo punto ci si chiede: quali sono i sintomi e le cause scatenanti della vertigine parossistica posizionale? Scopriamone di più!
Vertigine parossistica posizionale sintomi
Come si può ben intuire dalla denominazione, la sintomatologia della vertigine parossistica si basa principalmente sulla manifestazione delle vertigini, le quali subentrano in maniera improvvisa e dalla durata più o meno breve.
Infatti, gran parte dei soggetti affetti, avvertono un disturbo che va da qualche secondo a un minuto, non di più. Le vertigini sono dunque una manifestazione conseguente al movimento della testa.
Pertanto, può capitare di avvertirli nel momento in cui ci si piega per prendere qualcosa, oppure si solleva lo sguardo verso l’alto. Ma non solo: talvolta è sufficiente coricarsi o alzarsi dal letto in maniera repentina o se si fanno movimenti particolari durante la notte.
I sintomi sono più o meno uguali per tutti. Allo stesso tempo però, c’è chi avverte altri campanelli d’allarme, come ad esempio:
- La sensazione di nausea e di vomito
- Aumento del battito cardiaco
- La sudorazione fredda
E adesso sorge spontanea la domanda: qual è la durata della vertigine parossistica posizionale?
Di solito, la recessione avviene in maniera del tutto spontanea, nel giro di una decina di giorni. Ci sono dei casi in cui può protrarsi per più tempo, ad esempio due settimane o un mese. Se il disturbo dovesse essere presente da più mesi, allora sarà preferibile contattare un medico.
Sarebbero da evitare le cure fai da te e prendere dei farmaci secondo la propria intuizione. Piuttosto, fate una visita dal dottore di famiglia così che possa consigliarvi il trattamento più idoneo a voi.
Vertigine parossistica posizionale cause
Come vi abbiamo già accennato in precedenza, questo disturbo subentra a seguito di un determinato fattore.
Infatti, avviene uno spostamento degli otoliti che si dislocano nei canali semicircolari, per poi allontanarsi dalla propria sede naturale. A seguito di tale dislocazione, si verifica uno stimolo erroneo dei recettori preposti alle accelerazioni rotatorie della testa. Di conseguenza, la persona sente un senso illusorio di rotazione, dell’ambiente ad essa circostante.
Ciò che porta allo spostamento degli otoliti non si sa con esattezza. Proprio per questo motivo, si tende a chiamarla vertigine posizionale parossistica, in quanto dipende da un movimento “strano” del soggetto.
Tuttavia, ci sono alcune rare situazioni in cui il distacco può verificarsi per via delle seguenti cause:
- Un episodio otite media
- Delle infezioni virali
- Un trauma cranico
- La degenerazione delle membrane otolitiche utricolari degenerate
- Un intervento chirurgico all’orecchio
- L’occlusione dell’arteria vestibolare anteriore
- Diverso tempo trascorso da stesi/seduti nel letto
Vertigine parossistica posizionale diagnosi
In che cosa consiste esattamente la diagnosi per la vertigine parossistica posizionale?
Solitamente, per tale tipologia di disturbi, si consiglia di effettuare una visita all’otorinolaringoiatra. Egli è la figura più idonea nella raccolta di informazioni da parte del paziente.
Nello specifico, indagherà sulla durata degli episodi, se è presente la sensazione di nausea e di vomito, se è correlato a un movimento della testa e così via.
Inoltre, l’otorinolaringoiatra svolgerà una serie di manovre di mobilizzazione della testa del paziente, il quale dovrà stare disteso sul lettino. In questa fase, egli gli osserverà gli occhi con l’ausilio di occhiali speciali, detti Frenzel. Così facendo, avrà l’opportunità di constatare se c’è un nistagmo, ovvero un determinato riflesso oculare.
Vertigine parossistica posizionale cura
Come si può curare la vertigine parossistica posizionale?
A tal proposito, esistono delle manovre volte a regolare il corretto posizionamento degli otoliti. Ce ne sono diverse, come ad esempio:
- La manovra di Epley
- La manovra di Semont
In alternativa, si possono fare gli esercizi di Brandt-Daroff.
E’ bene tenere a mente che a seguito delle manovre, il paziente dovrà cercare di non flettere oppure estendere il collo per diverse ore. Sono delle terapie naturali e che risultano essere benefiche per molti pazienti. Ci sono tuttavia dei casi in cui sarà raccomandata (dal dottore) una terapia farmacologica. Per ulteriori informazioni, rivolgetevi sempre ad un esperto.

































