
Nell’ospedale Santo Stefano di Prato, uno dei primi in Italia ad adottare questa innovativa procedura chirurgica, è stata eseguita con successo una tiroidectomia transorale che ha comportato la rimozione della tiroide senza lasciare alcuna cicatrice visibile sulla pelle di una paziente di trentasette anni. Questo intervento, noto come TOETVA (Tiroidectomia Endoscopica Transorale con Approccio Vestibolare), è stato eseguito in collaborazione tra i medici Francesco Feroci e Chiara Genzano della chirurgia generale, Antonio Sarno e Alvaro Petrucci dell’otorinolaringoiatria, e il team di anestesia dell’ospedale, guidato da Guglielmo Consales. Il personale infermieristico in sala operatoria e nel reparto di degenza ha svolto un ruolo fondamentale nel successo dell’intervento.
Toeva tecnica per timuovere tiroide senza lasciare segni
La tecnica TOETVA, originariamente sviluppata in Thailandia e successivamente validata da un gruppo di esperti internazionali, consente di accedere alla tiroide senza la necessità di praticare incisioni sulla pelle. Invece, sottili strumenti endoscopici vengono utilizzati per creare un accesso all’interno della bocca, nella regione in cui il labbro inferiore si unisce alla gengiva. Successivamente, viene eseguita una piccola incisione per inserire un endoscopio sottile attraverso il tessuto sottocutaneo del mento e del collo. Questi strumenti chirurgici miniaturizzati, guidati da una telecamera, consentono ai chirurghi di raggiungere la tiroide, preservando il nervo laringeo responsabile delle corde vocali e le paratiroidi, che regolano i livelli di calcio nel sangue.
Solo un lieve fastidio
Il principale vantaggio di questa procedura, come spiega il dottor Feroci, è il risultato estetico, poiché non si verificano cicatrici visibili nel collo o in altre aree del corpo. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente il rischio di complicazioni legate alle ferite chirurgiche, come la formazione di cheloidi (crescita anomala di tessuto cicatriziale), l’ipertrofia delle cicatrici, i sieromi e gli ematomi. La sutura all’interno del labbro può causare solo un lieve fastidio e si rimargina completamente entro una settimana. Sorprendentemente, i pazienti non sperimentano dolore dopo l’intervento, ma possono riscontrare un gonfiore temporaneo e fisiologico.
Attualmente, solamente 25 centri in tutto il mondo hanno adottato con successo questa procedura, tra cui sei negli Stati Uniti, cinque in Italia e più di una decina in varie regioni dell’Asia. Il dottor Sarno, direttore del dipartimento di otorinolaringoiatria presso l’ospedale di Prato, ha sottolineato l’interessante origine di questa tecnica. È emersa circa tre anni fa in Thailandia, un paese in cui, per ragioni religiose, c’è una tradizione di evitare incisioni al collo, a meno che non siano assolutamente necessarie.
Dipartimento Chirurgico della USL Toscana Centro
All’interno dell’Ospedale di Prato, c’è una collaborazione quotidiana tra i professionisti specializzati nella patologia endocrina del collo, che comprende tiroide e paratiroide, provenienti dalle unità operative di Chirurgia Generale, Otorinolaringoiatria, Medicina Nucleare e Medicina Interna. Come sottolineato dal dottor Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento Chirurgico della USL Toscana Centro, questo team è in grado di offrire ai pazienti affetti da tali patologie tutte le opzioni terapeutiche disponibili nell’ambito medico. Queste opzioni includono non solo interventi chirurgici mininvasivi come la TOETVA, ma anche tecniche alternative non chirurgiche come la termoablazione a radiofrequenza dei noduli tiroidei e la terapia con radioiodio.
Il team multidisciplinare dedicato a queste patologie valuta attentamente ogni paziente e presenta le migliori alternative terapeutiche personalizzate tra quelle disponibili.

































