
La tesi del regista Pupi Avati che gli omosessuali non nascano tali ma possano diventarlo è un argomento molto discutibile dal punto di vista scientifico.
Tuttavia, Avati sembra essere fermamente convinto di questa teoria, almeno per quanto riguarda la vita del grande cantautore Lucio Dalla, con cui era legato da una forte amicizia sin dall’adolescenza.
Durante un’intervista a “La Stampa”, il regista emiliano ha ricostruito gli anni della giovinezza di Dalla, confermando che il cantautore era un ragazzino prodigio con un’intelligenza speciale e una grande passione per tutto ciò che lo circondava.
Quando gli viene chiesto come sia cresciuto, Avati rivela un episodio inedito della vita di Dalla: “La parabola di Lucio è stata come un viaggio siderale. Dopo la stagione d’oro dei teatri parrocchiali ha avuto una penalizzazione fisica esplicita che ha gettato nel panico la madre”. Secondo il regista, la madre di Dalla gli fece fare una cura a base di ormoni perché non stava crescendo, ma questo trattamento sembra averlo compromesso, rendendolo ispido e peloso. Avati non è sicuro se questo cambiamento abbia avuto riflessi sulla sessualità di Dalla.
“Lucio Dalla assatanato con donne”
Dopo essere stato interrogato sulla questione, Pupi Avati ha approfondito ulteriormente la storia di Lucio Dalla, il suo caro amico. Ha rivelato che durante il periodo in cui suonavano insieme, Lucio aveva una grande passione per le donne e in particolare era attratto dalla sorella dell’impresario Cremonini. Tuttavia, in seguito alla vita adulta, qualcosa è cambiato nella sessualità di Dalla.
Avati ha raccontato come ha cercato di rappresentare questa vicenda nel suo film “Regalo di Natale”, dove uno degli amici del protagonista vive una simile situazione di cambiamento di orientamento sessuale. Dalla ha chiuso i rapporti con molte persone del suo passato, compresi gli amici, e sembra che ciò possa essere stato dovuto all’imbarazzo derivante dal suo cambiamento di orientamento. Avati ha affermato che questa era una questione di cui avevano sempre evitato di parlare insieme. Tuttavia, anni dopo, Dalla presentò a Avati il suo compagno, Marco Alemanno, che recitava un testo appassionato mentre Lucio suonava il pianoforte. In quell’occasione, Avati capì l’amore e la commozione che Dalla provava per Alemanno, il che lo ha fatto pensare al famoso film “L’angelo azzurro”.

































