
Domenica si è chiusa a Reggio Emilia la festa nazionale del Welfare con tre dibattiti su “la nuova legge sull’autismo”, “Gli anziani tra memoria e progetto” e “Felicità e beni comuni”. Sono stati giorni intensi che hanno visto la partecipazione di decine di relatori, associazioni, amministratori locali che voglio ringraziare per aver portato il loro contributo alla discussione su un tema così sentito come il welfare che tocca molti aspetti della vita di ciascuno di noi.
I prossimi appuntamenti del Dipartimento saranno a Torino il prossimo 5-6 settembre con la Festa dei Diritti, 11-12 settembre con la festa della Salute a #FestaReggio con il Ministro Lorenzin e il Ministro Boschi.
il PD ha scelto di dedicare una festa tematica nazionale ai temi che riguardano i più deboli, ricevendo il plauso anche da libera ieri sul palco con il ministro del Lavoro Poletti, Edoardo Patriarca, Vanna Iori, Prof. Cristiano Gori, Gianni Bottalico (Acli), Luca De Paolo (Responsabile Emilia romagna Forum Terzo settore), per parlare di povertà.
Abbiamo scelto Reggio Emilia perché crediamo nelle buone pratiche che diventano valore nazionale, e crediamo che il partito democratico si deve far carico di una proposta complessiva in grado di dare risposte ai problemi delle tante povertà che attraversano il nostro Paese, una risposta che sia chiara e che non guardi a nessun opportunismo elettorale e numerico. un nuovo welfare etico che abbia una nuova infrastruttura in grado di mettere insieme in una rete le realtà del territorio, le amministrazioni e il governo nazionale. Una infrastruttura che guardi alla sfide del futuro, che sia in grado rispondere all’emergenza ma che abbia una visione di lungo periodo.
Non servono misure assistenzialistiche che non rispondono ai bisogni di tutte le povertà, serve un’ infrastruttura sociale in grado di accompagnare le persone, in grado di essere finanziata ma soprattutto che permetta la programmazione degli interventi da parte delle amministrazioni, cosa che era divenuta impossibile con l’ azzeramento del fondo sociale nel 2012 da parte del governo Berlusconi.
Nelle ultime leggi di stabilità tanto si è fatto sul fondo sociale e sul fondo non autosufficienza, dobbiamo continuare a percorrere questa strada sapendo che è ancora lunga ma che interrompere significherebbe riportare il paese in piena crisi e non sulla strada della crescita.



































