
Miguel Bosé dichiara di essere stato cucito vivo dentro la carcassa di un cervo.
Il tutto è accaduto quando aveva soli dieci anni ed il responsabile di tale gesto raccapricciante fu proprio una persona a lui cara, suo padre.
Bosé, cantante 65 enne ed icona degli anni ’80, ha raccontato il tutto all’interno del suo libro, che si intitola “Il figlio del capitan Tuono”. Qui, egli narra una serie di aneddoti choc riguardanti la sua infanzia e anche tutti gli anni che precedono il periodo del successo internazionale. Ecco alcune parole riguardanti quel tragico episodio:
“Hanno preso il cervo e l’hanno svuotato dalle viscere, poi mi hanno lasciato là dentro. Sono svenuto: per la claustrofobia, per la mancanza d’aria, per la brutalità del gesto”.
Miguel Bosé, cucito vivo in una carcassa da suo padre
Ma perché il padre di Miguel Bosé decise di compiere un gesto così brutale?
A tal proposito, la star ha spiegato che si sarebbe trattato di una specie di “rito di transizione” necessario, che lo avrebbe portato a tutti gli effetti all’età adulta. I suoi genitori sono stati molto severi con lui, in termini di educazione. Volevano che avesse molto più testosterone:
“Per essere alla sua altezza avrei dovuto imparare a sparare col fucile, a fare l’amore e a fumare prima di 13 anni”.
E in un aneddoto racconta così:
“Mio padre mi offri un incontro con un’indigena 16 enne. Io rifiutai. Dopo avermela offerta se la prese lui, mentre io ascoltavo terrorizzato le urla di lei rannicchiato intorno al fuoco da campo. Mio padre e mia madre si sono amati di una passione brutale in una Spagna popolata di personaggi che hanno fatto e disfatto il ventesimo secolo. Il mio libro non è un regolamento di conti contro di loro, ma un esercizio di comprensione. L’ho scritto in modo romanzato”.

































