Grande gioia da parte di tutto il popolo italiano per la liberazione di Rossella Urru, la cooperante originaria di Samugheo (Sardegna) da 9 mesi in mano ai miliziani del Mujao (Movimento per l’unità e la jihad in africa occidentale).

Le parole del ministro degli esteri Giulio Terzi – “Una bellissima notizia. E’ stata liberata. Speriamo di poterle parlare quanto prima. Forse occorrerà una mezz’ora. Ho portato i saluti del presidente Napolitano ai familiari che sono qui con noi all’unità di crisi. Rossella è il simbolo del coraggio, della dignità e della fierezza delle donne italiane, che lavorano in terreni di cooperazione e rappresentano la dignità, l’orgoglio e la grandezza del nostro Paese.”

Le voci del suo rilascio erano iniziate a circolare già nel pomeriggio di ieri, ma l’ufficialità da parte della Farnesina è arrivata alle 19.36. “Sono emozionatissima, non vedo l’ora di riabbracciare mia figlia” ha detto la madre che si trova a Roma insieme al marito e gli altri due figli, in attesa dell’arrivo di Rossella che dovrebbe avvenire nel pomeriggio.

Samugheo in festa – La notizia ufficiale della liberazione è stata accolta da una vera e propria esultanza, con tanto di caroselli e campane fatte suonare dal parroco del paese. “Non vediamo l’ora di rivederla e di organizzare per lei una festa di bentornato” ha commentato il sindaco Antonello Demelas.

Insieme alla Urru sono stati liberati anche i due ostaggi spagnoli, rapiti con lei lo scorso 23 ottobre, Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez de Rincon.

La liberazione – Le dinamiche del rilascio non sono ancora chiare. In un primo momento si è parlato di uno scambio di prigionieri. A sostenere tale ipotesi ci sarebbero le indiscrezioni giunte dall’agenzia mauritana Ani, secondo la quale la chiave di svolta sarebbe stato il rilascio, nelle prime ore del mattino, di Mamne Ould Oufkir, arrestato lo scorso 4 dicembre in Mauritania perché sospettato di essere coinvolto nel sequestro dei tre ostaggi.

Fonti dell’intelligence spagnola hanno invece riferito al sito Globalist che la Urru e lo spagnolo Enric Gonyalons sono stati liberati in seguito del pagamento di un riscatto. La somma si aggirerebbe intorno ad alcuni milioni di euro, versati da Italia e Spagna.

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