Cercare lavoro tramite amici

Chi trova un amico trova un tesoro? No, un lavoro. O almeno è questa la speranza. Secondo i dati Eurostat riferiti al 2015, l’85% degli italiani cerca un’occupazione attraverso amici e parenti, dando invece poco fiducia ai centri per l’impiego e alle agenzie per il lavoro private.

La crisi ha incentivato la crescita di questo comportamento: dal 75,1% del 2008 si è passati all’84,8% attuale. In Italia solo il 28,2% dei disoccupati intervistati dichiara di essersi rivolto a un centro per l’impiego, a fronte del 48,4% medio in Ue. Più sfiduciati di noi verso il sistema pubblico sono solo gli spagnoli, con il 27,5%. Le agenzie private per il lavoro vengono prese in considerazione solo dal 16,5%.

Resiste invece la tendenza a presentarsi direttamente sul posto di lavoro: lo fa il 70% di disoccupati, in crescita rispetto al 2008, quando la percentuale si fermava al 57,3%, contro il 62,1% europeo.

In Germania, le percentuali si invertono: il 75,8% dei disoccupati si rivolge ai centri pubblici per l’impiego, mentre il 39,6% chiede a conoscenti.

L’obiettivo dell’Anpal, la nuova agenzia per il lavoro prevista dal Jobs act, sarà proprio quello di riavvicinare i disoccupati ai centri per l’impiego, migliorando il servizio, incentivando l’incontro tra domanda e offerta, e cercando così di far aumentare la fiducia dei cittadini italiani verso il sistema pubblico.

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