
Sopravvive alla forca ma l’esecuzione sarà ripetuta
È sopravvissuto all’impiccagione, ora sarà nuovamente portato alla forca. Il protagonista di questa drammatica storia che ci giunge dall’Iran è Alireza M., 37 anni. La notizia è stata resa nota dal sito web Jam e-Jam e poi ripresa dall’emittente di Stato Irib.
L’uomo era stato condannato a morte lo scorso 9 ottobre, a Bojnurd, nel nordest del Paese, perché trovato in possesso di un chilo di droga sintetica. Al termine dell’esecuzione, il medico legale ha firmato il foglio del decesso e il corpo è stato portato in obitorio. Il giorno successivo, 10 ottobre, qualcuno si è però reso conto che Alireza respirava ancora. L’uomo è stato quindi trasferito in ospedale, e secondo quanto riportato dal sito on-line Jam e-Jam, le sue condizioni di salute sono discrete. “Non possiamo credere che sia di nuovo vivo – ha dichiarato un parente – le figlie erano così felici della notizia.”
Ma poi è arrivata la doccia fredda “È stato condannato a morte da un Tribunale Rivoluzionario e la sentenza sarà effettuata una volta che i sanitari confermeranno che sta sufficientemente bene”, ha sentenziato un giudice.
La storia di Alireza ha scatenato la mobilitazione delle organizzazioni internazionali. “L’orribile prospettiva di quest’uomo che affronta una seconda impiccagione dopo essere sopravvissuto alla prima sottolinea ancora una volta la crudeltà e la disumanità della pena di morte” ha detto Philip Luther, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa per Amnesty International.
A cui si aggiunge l’appello lanciato da Iran Human Rights (IHR) “Alireza M. sia salvato. È già passato una volta attraverso la tortura e il processo disumanizzante di una condanna a morte. Il mondo non deve consentire che accada di nuovo.”


































trovato con un kg, di droga? Hanno fatto bene! Purtroppo in italia non si impiccano i delinquenti anzi sono senatori della repubblica….