I cerchi nel grano realizzati da un ingegnere italiano

cerchi grano

Nella notte del 29 giugno scorso, i cerchi nel grano erano misteriosamente apparsi anche in Italia. Precisamente a Robella, località di cinquecento abitanti, in provincia di Asti, improvvisamente diventata famosa tanto da accogliere sei mila turisti in un solo mese, arrivati anche dalla Francia e dall’Inghilterra. E altri ancora ne sarebbero giunti se non fosse arrivata la smentita del reale autore dell’opera d’arte: non si tratta affatto di un alieno, ma di un ingegnere italiano di 47 anni, Francesco Grassi.

L’uomo ha svelato il mistero in un’intervista rilasciata a La Stampa, non si tratta di una semplice burla ma di un esperimento con finalità divulgative. Grassi, direttore tecnico di un’azienda di informatica di Milano, è un amante del paranormale, approfonditi studi sui cerchi nel grano l’hanno portato alla conclusione che questi non sono, in alcun caso, opera di extraterrestri, bensì “semplici” opere d’arte umane. L’ingegnere ha spiegato il motivo della sua trovata “L’unico modo per condurre un valido esperimento scientifico era quello di creare una formazione in segreto, annotando tutte le reazioni della comunità.

Per non lasciare alcuno spazio d’obbiezione ai più creduloni, Grassi ha rivelato com’è possibile dar vita ai cerchi nel grano. La spiegazione è semplice, ma l’applicazione richiede competenze che solo uno studioso, e per l’appunto un ingegnere, possono avere “Servono metri a nastro di qualità, come le cosiddette rotelle metriche, perché consentono di essere riavvolte facilmente dopo l’uso. La lunghezza massima dev’essere considerata in base alle misure della formazione e si disegna prima su carta.

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