Allevi e le critiche che l’hanno portato alla depressione

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Giovanni Allevi si racconta a IO Donna e torna a parlare della depressione che l’ha tenuto prigioniero per due anni, 24 mesi in cui non riusciva più a scrivere musica.

Il motivo scatenante del malessere sono state le critiche dell’opinione pubblica, troppo pesanti per essere digerite senza lasciare segni “Una cosa è dire che la mia musica non ti piace, un’altra è attaccare la persona. Ma siccome quando mi pestano un piede tendo a chiedere scusa perché gliel’ho messo sotto, ho pensato di aver sbagliato io. Blocco creativo totale. Per due anni non ho scritto una nota. Silenzio in testa.”

Il tunnel della guarigione è stato imboccato ma l’uscita non è ancora stata raggiunta “Mi sveglio ancora la notte immaginando di dover fare lunghi discorsi per difendermi. Ma ho ripreso a scrivere musica ed è questo che conta. Ci siamo quasi…”

La musica è il suo rifugio “Mi concentro sul presente. Non voglio sapere niente del futuro, neanche le date dei concerti, ci pensa la mia assistente Manuela. Il problema è il passato, quello ti tira giù. Mentre il presente è il fuoco dell’esistenza, è qui che misteriosamente tutto accade. E io amo il mistero.”

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