
La Giornata Mondiale della Fibromialgia si celebra ogni anno il 12 maggio. Questa data coincide con l’anniversario della nascita di Florence Nightingale, considerata la fondatrice della moderna assistenza infermieristica, che soffriva probabilmente di sintomi compatibili con la fibromialgia.
Cos’è la fibromialgia?
La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata principalmente da:
Dolore muscolare diffuso,
Rigidità,
Affaticamento persistente,
Disturbi del sonno,
Difficoltà cognitive (spesso chiamate “fibro-fog”).
Può anche essere accompagnata da:
Mal di testa,
Sindrome del colon irritabile,
Ansia e depressione,
Ipersensibilità a suoni, odori, luci e temperature.
Chi colpisce?
Prevalentemente le donne (circa il 90% dei casi),
Può insorgere a qualsiasi età, ma è più frequente tra i 30 e i 60 anni.
Quali sono le cause?
Le cause esatte non sono ancora completamente conosciute. Tuttavia, si pensa che contribuiscano:
Fattori genetici,
Disregolazione del sistema nervoso centrale,
Stress psicofisico,
Eventi traumatici (incidenti, infezioni, lutti).
È una malattia riconosciuta?
Sì, la fibromialgia è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal 1992, ma in molti Paesi viene ancora sottovalutata e sottodiagnosticata.
Come si diagnostica?
Non esistono esami specifici per la fibromialgia. La diagnosi è clinica e si basa su:
Esclusione di altre patologie,
Presenza di dolore diffuso da almeno 3 mesi,
Esame dei cosiddetti “tender points” (punti dolenti alla pressione),
Valutazione della sintomatologia complessiva.
Quali sono le cure?
Attualmente non esiste una cura definitiva, ma ci sono vari approcci per gestire i sintomi:
Farmaci (antidepressivi, analgesici, anticonvulsivanti),
Esercizio fisico regolare (dolce e graduale),
Fisioterapia,
Terapie cognitive-comportamentali,
Tecniche di rilassamento e gestione dello stress.
Perché è importante parlarne?
Perché la fibromialgia è una malattia invisibile: chi ne soffre sembra “sano”, ma vive una sofferenza cronica.
Per combattere la disinformazione e lo scetticismo.
Per promuovere la ricerca scientifica.
Per favorire il riconoscimento sociale e lavorativo dei pazienti.

































