bambino dito in bocca

L’epatite acuta nei bambini è uno degli argomenti più chiacchierati del momento.

Molti si sono chiesti se potesse essere legata ai vaccini anti-Covid e ad un Adenovirus. Ma sarebbero delle ipotesi completamente da scartare. La conferma arriva proprio dagli esperti dell’Iss:

L’ipotesi di un Adenovirus risulta essere del tutto improbabile, poiché questo tipo di virus non si rivela associato a malattie epatiche. L’adenovirus presente nei vaccini a vettore adenovirale anti Sars-Cov-2 utilizzati in alcuni Paesi, è geneticamente modificato, per fare sì che non replichi nelle cellule del nostro organismo. Pertanto, allo stato attuale delle conoscenze, non sembrano biologicamente possibili i fenomeni di ricombinazione tra Adenovirus circolanti e ceppo vaccinale. Essi presuppongono il rimescolamento di geni tra virus mentre si moltiplicano, ma ciò non è fattibile per il vettore impiegato per la vaccinazione.

Epatite acuta nei bambini cause

E allora a questo punto ci si chiede: quale può essere la causa scatenante dell’epatite acuta nei bambini?

Ci sono varie ipotesi a riguardo. Come ad esempio delle infezioni, oppure delle intossicazioni

Ecco quanto emerge da alcune indagini inglesi, riportate da Corriere e altri siti web:

Le ipotesi originarie del team di indagine nella Gran Bretagna avevano ipotizzato una eziologia infettiva o probabile esposizione ad alcune sostanze tossiche. Le informazioni precise vennero raccolte attraverso un questionario relativo a cibi, bevande, abitudini personali dei casi non hanno evidenziato esposizioni comuni. tuttavia, indagini tossicologiche risultano comunque in corso, allo stesso tempo però un’eziologia infettiva sembra essere più probabile a seconda del quadro epidemiologico e clinico. Le indagini microbiologiche hanno escluso virus dei tipi di epatite già noti. Tra tredici casi notificati dalla Scozia, tre avevano una infezione confermata da SARS-CoV-, 5 risultavano negativi e due avevano contratto un’infezione Covid nei tre mesi precedenti. Cinque casi avevano un test positivo per adenovirus tra gli undici dei tredici casi per cui erano disponibili dati su questa tipologia di indagine.

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