
Non ha retto nemmeno una notte il racconto di Luigi Messina, ex guardia giurata al momento disoccupato e marito di Rossana Belvisi, la donna di 50 anni trovata morta ieri sera, domenica 15 gennaio, con la gola sgozzata nella sua casa nella zona sud-ovest della periferia di Milano. A dare l’allarme era stato proprio il marito della donna che aveva raccontato di essere uscito per fare una passeggiata e di aver trovato la donna morta al suo rientro a casa.
Gli agenti della Squadra Mobile di Milano guidati dal dottor Lorenzo Buccossi non hanno esitato un solo istante dal momento in cui sono emerse le prime contraddizioni nel racconto dell’uomo che ha confessato l’omicidio della moglie attorno alle 4 di questa notte. La donna era impiegata all’ufficio Inps di Via Ripamonti e la coppia aveva una figlia che al momento si trova all’estero con il fidanzato. I vicini di casa descrivono l’uomo come “un tipo strano” e hanno sottolineato le frequenti liti che provenivano dalla casa della coppia. La coppia era rientrata solo sabato da una breve vacanza a Pantelleria dove vive il fratello della donna che si occupa di un’azienda vinicola da anni.
L’uomo ha raccontato di essere uscito di casa subito dopo aver ucciso la moglie nel tentativo di costruirsi un alibi sperando che qualcuno dei vicini di casa lo notasse. Gli inquirenti non hanno creduto un solo istante al racconto piuttosto confuso dell’uomo che presentava anche una taglio fresco alla mano. L’uomo ha poi collaborato facendo ritrovare il coltello usato per l’omicidio e gli abiti sporchi di sangue.
Quello di Rossana Belvisi è il secondo grave omicidio che ha colpito il capoluogo meneghino in questi giorni dopo l’omicidio di Tiziana Pavani, uccisa il 12 gennaio, per il quale nelle scorse ore è stato fermato un uomo di 32 anni e conoscente della vittima.

































