
La comune concezione di intelligenza ci porta a fare la distinzione tra persone più o meno intelligenti, la questione è invece ben più complessa. Secondo lo psicologo americano Howard Gardner esistono diverse tipologie di intelligenze, non una sola.
“La gran parte della gente, quando usa la parola intelligenza pensa che ci sia una singola intelligenza con la quale si nasce e che non si può cambiare molto. Si attribuisce un gran valore a quello che si chiama un IQ test, una serie di domande alle quali si risponde bene o meno bene. Io penso che il test del quoziente intellettivo sia una misura ragionevole del rendimento delle persone a scuola, ma esso offre una visione molto ristretta di come sia l’intelletto umano una volta usciti dalla scuola.”
Gardner ha condotto i suoi studi prendendo in considerazione persone affette da problemi linguistici dovuti a danni cerebrali. È arrivato così a individuare la presenza di ben otto intelligenze diverse. “La definizione standard di intelligenza ed il test standard guardano a due intelligenze: quella linguistica e quella logica, che sono molto importanti a scuola. Ma io sostengo che ci sono almeno altre sei intelligenze”, che sono: Linguistica, Logica, Musicale, Spaziale, Corporeo-cinestesica, Interpersonale, Intrapersonale, Naturalista.
Tutti siamo dotati di queste intelligenze, sostiene Gardner, ma la loro combinazione varia da persona a persona e in questo incide l’educazione.
Intelligenza linguistica
Consiste nella capacità di utilizzare la lingua per comunicare con gli altri, sia in forma scritta che orale. I grandi comunicatori hanno un’intelligenza linguistica particolarmente sviluppata, siano essi scrittori, attori, giornalisti, politici, insegnati. Appartiene a coloro che hanno una grande padronanza dell’uso della parola, che sono in grado di coglierne i significati più sottili e capaci di utilizzare i registri linguistici giusti nelle varie situazioni.
È frequentemente associata a scrittori, giornalisti, avvocati, insegnanti, traduttori e comunicatori. Anche chi sa raccontare una storia in modo coinvolgente o spiegare con chiarezza un concetto complesso utilizza competenze linguistiche.
Tra le attività che possono stimolare queste capacità troviamo:
- leggere testi differenti;
- scrivere racconti;
- inventare storie;
- partecipare a discussioni;
- imparare nuove lingue;
- riassumere un argomento;
- giocare con parole e rime.
Possedere buone competenze linguistiche non significa necessariamente essere estroversi. Una persona può avere difficoltà a parlare in pubblico e, allo stesso tempo, mostrare grandi capacità nella scrittura.
Intelligenza logica
Permette agli individui di usare e apprezzare relazioni astratte, individuare relazioni logiche e principi. Chi la possiede in maniera spiccata ha una grande abilità nel capire i rapporti causa-effetto e ciò che a che fare con numeri, quantità e operazioni. I campi che richiedono un’intelligenza logica sviluppata sono, tra gli altri: matematico, programmatore pc, commercialista, scienziato, architetto, contabile, ingegnere.
Può essere particolarmente importante per matematici, informatici, scienziati, ingegneri, economisti e ricercatori. Viene utilizzata anche nella vita quotidiana quando si confrontano prezzi, si organizza un budget o si valuta la soluzione più efficace per un problema.
Può essere allenata attraverso:
- giochi di logica;
- esercizi matematici;
- programmazione;
- esperimenti;
- scacchi;
- classificazioni;
- analisi di problemi concreti.
Intelligenza musicale
Si manifesta nella capacità di comporre, analizzare, memorizzare brani musicali, riconoscere con precisione suoni, ritmi, timbri, ma anche nel saper cantare e suonare e avere senso del ritmo. Hanno un’intelligenza musicale spiccata: i musicisti, i compositori, i cantanti, i critici musicali, i disc jockey.
La predisposizione può essere favorita dall’esperienza e dall’esercizio. Ascoltare musica, cantare, studiare uno strumento e riprodurre ritmi permette di sviluppare competenze specifiche.
Avere un forte interesse musicale non significa necessariamente possedere tutte le abilità comprese nel concetto di intelligenza musicale. Per esempio, una persona può riconoscere facilmente le melodie ma avere difficoltà nell’esecuzione strumentale.
Intelligenza spaziale
Può essere utilizzata nelle arti e nelle scienze. Consiste nella capacità di saper rappresentare lo spazio esterno nella nostra mente, percepire e raffigurare con grande precisione oggetti e forme, anche in loro assenza, valutare gli ampi spazi allo stesso modo del pilota o di un navigatore, e gli spazi locali come farebbero uno scultore, un architetto o un giocatore di scacchi. Le professioni che richiedono questo tipo di intelligenza sono, tra le altre: fotografo, atleta, scultore, navigatore, architetto, grafico.
Un bambino con buone capacità spaziali può amare puzzle, costruzioni, mappe, labirinti e disegno. Questo non dimostra l’esistenza di un’intelligenza completamente separata dalle altre, ma può segnalare interessi e abilità da valorizzare.
Le attività utili comprendono:
- costruzioni;
- puzzle;
- disegno;
- fotografia;
- modellazione;
- lettura di mappe;
- giochi di orientamento.
Intelligenza corporeo-cinestesica
Consiste nell’abilità di utilizzare il corpo o una parte di esso per fini funzionali o espressivi. È l’intelligenza del ballerino, dell’artigiano, dell’atleta, dell’attore, del mimo, del coreografo.
Intelligenza interpersonale
Permette di capire gli altri, mettersi nei loro panni, interpretare i comportamenti e i sentimenti altrui. La possediamo tutti ma è più sviluppata in chi fa l’insegnante, l’organizzatore, il consulente manageriale, il capo spirituale, chi opera nei servizi sociali o come mediatore.
Intelligenza intrapersonale
È strettamente connessa a quella interpersonale e consiste nella capacità di interpretare i propri sentimenti e i propri desideri, capire chi siamo e cosa vogliamo, ed essere quindi in grado di individuare il percorso giusto per raggiungere i nostri obbiettivi. È un’intelligenza propria dei terapisti, psicologi, filosofi, poeti, artisti.
Intelligenza naturalistica
È la capacità di riconoscere e classificare gli elementi naturali, sia viventi che oggetti inanimati, e rapportarsi con essi. È l’intelligenza che accomuna botanici, giardinieri, biologi, geologi, fioristi e agricoltori. Tutte quelle attività a stretto contatto con la natura.
Intelligenza corporeo-cinestetica
L’intelligenza corporeo-cinestetica riguarda la capacità di controllare i movimenti e utilizzare il corpo con precisione.
È collegata a equilibrio, coordinazione, manualità, consapevolezza corporea e apprendimento attraverso l’azione. Può essere particolarmente sviluppata in atleti, ballerini, attori, artigiani e professionisti che eseguono movimenti precisi.
Anche cucinare, modellare, costruire e riparare oggetti richiede coordinazione tra percezione e movimento.
Per favorire queste capacità si possono proporre:
- sport;
- danza;
- teatro;
- attività manuali;
- giochi di movimento;
- costruzioni;
- esercizi di coordinazione.
Questa dimensione ricorda che le abilità pratiche non sono meno importanti di quelle tradizionalmente valutate a scuola.
Intelligenza interpersonale
L’intelligenza interpersonale è la capacità di comprendere le intenzioni, le emozioni e i comportamenti delle altre persone.
Include ascolto, empatia, cooperazione, comunicazione e gestione delle relazioni. Può essere importante per insegnanti, psicologi, medici, responsabili di gruppi e professionisti che lavorano a stretto contatto con il pubblico.
Una persona con buone competenze interpersonali può capire quando qualcuno è in difficoltà, adattare il proprio linguaggio e contribuire alla soluzione di un conflitto.
Queste capacità possono essere sviluppate attraverso:
- attività di gruppo;
- giochi di ruolo;
- confronto rispettoso;
- ascolto attivo;
- volontariato;
- collaborazione;
- riflessione sui punti di vista altrui.
L’intelligenza interpersonale non coincide con l’estroversione. Anche una persona riservata può comprendere molto bene gli altri.
Intelligenza intrapersonale
L’intelligenza intrapersonale riguarda la conoscenza di se stessi. Comprende la capacità di riconoscere emozioni, desideri, punti di forza, limiti e motivazioni personali.
Questa consapevolezza può aiutare a prendere decisioni, fissare obiettivi e comprendere le proprie reazioni.
Può essere favorita attraverso:
- scrittura di un diario;
- riflessione;
- definizione di obiettivi;
- riconoscimento delle emozioni;
- osservazione dei propri comportamenti;
- valutazione dei risultati ottenuti.
Essere consapevoli delle proprie emozioni non significa riuscire sempre a gestirle perfettamente. Autoconsapevolezza e regolazione emotiva sono capacità collegate, ma non identiche.
Intelligenza naturalistica
L’intelligenza naturalistica fu aggiunta successivamente da Gardner. Riguarda la capacità di osservare, riconoscere e classificare elementi del mondo naturale.
Può emergere attraverso l’interesse per animali, piante, ecosistemi, fenomeni atmosferici, rocce e ambienti naturali. È associata a biologi, botanici, agronomi, veterinari e professionisti che studiano o proteggono l’ambiente.
Nei bambini può manifestarsi nel piacere di:
- osservare gli animali;
- coltivare piante;
- raccogliere foglie;
- riconoscere specie differenti;
- esplorare ambienti naturali;
- classificare pietre e conchiglie;
- prendersi cura di un orto.
Le attività a contatto con la natura possono avere valore educativo anche senza considerarle la manifestazione di un’intelligenza indipendente.
Esiste una nona intelligenza?
Gardner ha discusso anche la possibilità di un’intelligenza esistenziale, collegata alla tendenza a riflettere sulle grandi domande della vita, come il significato dell’esistenza, la morte e il posto dell’essere umano nell’universo.
Non l’ha però inserita definitivamente nello stesso elenco delle otto intelligenze, perché non riteneva che soddisfacesse pienamente tutti i criteri previsti dal suo modello.
In rete si trovano inoltre elenchi che includono un’intelligenza spirituale, morale o digitale. Queste estensioni non fanno parte della formulazione classica delle otto intelligenze di Gardner e non devono essere attribuite automaticamente allo psicologo.
Teoria delle intelligenze multiple e stili di apprendimento
La teoria delle intelligenze multiple viene spesso confusa con quella degli stili di apprendimento. Secondo questa interpretazione, uno studente definito “visivo” dovrebbe apprendere sempre attraverso immagini, mentre uno “musicale” dovrebbe studiare utilizzando ritmi e canzoni.
Gardner stesso ha sottolineato che intelligenze multiple e stili di apprendimento non sono la stessa cosa. Una capacità o una preferenza non implica che una persona possa imparare efficacemente soltanto attraverso una modalità.
Limitare un bambino con frasi come “non è portato per la matematica” o “impara solo muovendosi” rischia di trasformare una descrizione temporanea in un’etichetta.
È più utile proporre modalità differenti a tutti gli alunni, scegliendole in base al contenuto da insegnare e non a una presunta categoria fissa.
Come applicare le intelligenze multiple a scuola
La teoria ha avuto una grande diffusione nel mondo scolastico perché invita a riconoscere capacità che i test e le valutazioni tradizionali possono trascurare.
Un argomento può essere affrontato attraverso:
- spiegazioni orali e testi;
- grafici e immagini;
- esercizi pratici;
- discussioni di gruppo;
- attività individuali;
- osservazioni nella natura;
- musica e ritmo;
- problemi logici.
Questa varietà può aumentare interesse e partecipazione. Non dimostra, tuttavia, che ogni studente possieda un’intelligenza indipendente o che debba ricevere insegnamenti abbinati esclusivamente al proprio presunto profilo.
L’efficacia può dipendere dal fatto che una lezione varia, concreta e partecipata offre più occasioni per comprendere e ricordare.
Come valorizzare le capacità di un bambino
La teoria di Gardner può essere utilizzata come spunto per osservare interessi e capacità senza ridurre il bambino a un voto o a un unico risultato.
Genitori e insegnanti possono:
- proporre attività differenti;
- osservare ciò che suscita curiosità;
- evitare confronti continui;
- riconoscere l’impegno;
- lasciare spazio all’esplorazione;
- aiutare il bambino nelle aree più difficili;
- non trasformare una capacità in un obbligo;
- evitare etichette definitive.
Un bambino che ama disegnare non deve essere considerato incapace nelle materie linguistiche. Allo stesso modo, avere difficoltà in matematica in un particolare momento non dimostra l’assenza di capacità logiche.
Le abilità si sviluppano attraverso apprendimento, ambiente, pratica, motivazione e opportunità.
Esistono test delle intelligenze multiple?
Online sono disponibili numerosi questionari che promettono di individuare l’intelligenza dominante. Questi strumenti sono spesso proposti come giochi o esercizi di riflessione personale, ma non devono essere confusi con valutazioni psicologiche validate.
Non esiste un test standard universalmente riconosciuto capace di misurare in modo affidabile e separato tutte le otto intelligenze di Gardner.
Un questionario basato sulle preferenze può indicare che una persona ama la musica o le attività di gruppo, ma non dimostra il possesso di un’intelligenza autonoma.
Quando è necessaria una valutazione delle capacità cognitive o delle difficoltà scolastiche, bisogna rivolgersi a professionisti qualificati che utilizzino strumenti validati.
Le critiche scientifiche alla teoria di Gardner
La teoria delle intelligenze multiple ha avuto una notevole influenza educativa, ma non è accettata da tutti gli studiosi dell’intelligenza.
Le principali critiche riguardano:
- l’assenza di misure standard per le otto intelligenze;
- la difficoltà nel dimostrare che siano indipendenti;
- la sovrapposizione tra alcune intelligenze, talenti e tratti della personalità;
- la mancanza di prove neuroscientifiche che mostrino otto sistemi cerebrali separati;
- la qualità non sempre elevata degli studi sulle applicazioni scolastiche.
Alcune ricerche hanno riscontrato correlazioni tra le capacità attribuite alle diverse intelligenze. Questo risultato contrasta con l’idea che funzionino come sistemi completamente autonomi.
La moderna neuroscienza descrive il cervello come un insieme di reti complesse e interconnesse. Compiti come leggere, orientarsi, suonare o interagire con altre persone




































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