come gestire la vita di una tartaruga tenendola a casa

Le tartarughe possono vivere molto a lungo e hanno esigenze più complesse di quanto si possa immaginare. Non sono animali da lasciare in una piccola vaschetta o da alimentare soltanto con insalata e gamberetti essiccati.

Prima di accogliere una tartaruga bisogna conoscere la specie, perché le necessità cambiano notevolmente tra una tartaruga terrestre e una tartaruga acquatica. Alimentazione, temperatura, illuminazione e sistemazione devono essere adattate alle caratteristiche dell’animale.

Tartaruga terrestre o acquatica: la prima distinzione

Le tartarughe comunemente allevate in casa si dividono in due grandi gruppi:

  • tartarughe terrestri, che vivono prevalentemente sulla terra e necessitano di terreno, sole, ripari e vegetazione;
  • tartarughe acquatiche o palustri, che trascorrono molto tempo in acqua ma devono poter uscire completamente all’asciutto.

È fondamentale identificare correttamente la specie. Una gestione sbagliata può provocare deformazioni del carapace, carenze nutrizionali, infezioni respiratorie e altre malattie.

In caso di dubbi è opportuno mostrare la tartaruga a un veterinario esperto in animali esotici.

Come tenere una tartaruga terrestre

Quando il clima e la specie lo consentono, la sistemazione migliore per una tartaruga terrestre è generalmente un recinto esterno sicuro, esposto al sole e dotato anche di zone d’ombra.

Il recinto deve avere dimensioni adeguate e pareti sufficientemente alte e profonde. Le tartarughe sanno scavare, arrampicarsi e infilarsi in aperture molto piccole. Una semplice rete appoggiata sul terreno potrebbe quindi non essere sufficiente.

L’ambiente dovrebbe comprendere:

  • terreno naturale non trattato con pesticidi;
  • zone soleggiate;
  • punti ombreggiati;
  • erbe e piante commestibili;
  • rifugi asciutti;
  • una ciotola d’acqua bassa;
  • protezioni contro cani, gatti, ratti e uccelli predatori.

Il terreno deve consentire alla tartaruga di camminare e scavare. Sono da evitare pavimenti lisci, cemento, ghiaia tagliente e superfici sulle quali l’animale non riesce a fare presa.

È possibile tenere una tartaruga terrestre in casa?

Tenere stabilmente una tartaruga terrestre sul pavimento di casa non è una buona soluzione. L’animale può essere esposto a correnti d’aria, detergenti, polvere, urti e temperature non adatte. Inoltre, sul pavimento non trova il terreno e la luce necessari al suo benessere.

Se deve essere ospitata temporaneamente all’interno, occorre predisporre un terrario aperto o un’apposita struttura sufficientemente ampia, con:

  • substrato adatto alla specie;
  • lampada riscaldante;
  • illuminazione UVB specifica per rettili;
  • zona calda e zona più fresca;
  • rifugio;
  • acqua sempre disponibile;
  • controllo di temperatura e umidità.

Le temperature corrette dipendono dalla specie. Per questo non bisogna acquistare lampade o impostare il riscaldamento senza aver prima identificato la tartaruga.

La luce proveniente da una finestra non sostituisce una lampada UVB: il vetro filtra una parte importante delle radiazioni necessarie. Anche le lampade UVB devono essere installate alla distanza indicata dal produttore e sostituite periodicamente, perché possono perdere efficacia pur continuando a emettere luce.

Cosa mangiano le tartarughe terrestri?

Molte tartarughe terrestri mediterranee, come quelle appartenenti al genere Testudo, seguono un’alimentazione prevalentemente erbivora, ricca di fibre e povera di zuccheri e proteine.

Si possono offrire diverse erbe e verdure a foglia, variandole nel corso della settimana:

  • tarassaco;
  • cicoria;
  • radicchio;
  • piantaggine;
  • malva;
  • borragine in quantità moderate;
  • foglie di vite non trattate;
  • indivia;
  • scarola;
  • erbe selvatiche riconosciute con certezza e prive di pesticidi.

L’erba raccolta all’aperto non deve provenire da bordi stradali, parchi frequentati da cani o terreni trattati con prodotti chimici.

La semplice lattuga, soprattutto quella molto acquosa, non dovrebbe costituire l’alimento principale perché è poco nutriente. Anche pomodoro e frutta devono essere limitati o evitati in base alla specie: contengono zuccheri e non corrispondono alla base dell’alimentazione delle comuni tartarughe mediterranee.

Non bisogna somministrare carne, salumi, formaggi, pane, pasta, biscotti, crocchette per cani o gatti e avanzi della tavola.

Calcio e salute del carapace

Il calcio è essenziale per lo sviluppo e il mantenimento di ossa e carapace. Deve però essere associato a un’adeguata esposizione ai raggi UVB, indispensabili per il corretto metabolismo della vitamina D3.

Nel recinto o nel terrario si può lasciare a disposizione un osso di seppia ben pulito e privo delle parti dure o taglienti. L’impiego di integratori deve essere valutato con un veterinario, soprattutto nei cuccioli o in presenza di deformazioni del guscio.

Una crescita troppo rapida, un’alimentazione ricca di proteine, la mancanza di UVB e una gestione errata di temperatura e umidità possono contribuire alla crescita irregolare del carapace.

L’acqua per la tartaruga terrestre

Anche le tartarughe terrestri devono avere sempre a disposizione acqua pulita. La ciotola deve essere:

  • bassa;
  • stabile;
  • facilmente accessibile;
  • abbastanza larga da permettere all’animale di entrarvi;
  • priva di bordi che ostacolino l’uscita.

L’acqua deve essere cambiata ogni giorno e ogni volta che viene sporcata. I piccoli esemplari possono disidratarsi più facilmente e richiedono particolare attenzione.

Come allestire l’acquario per una tartaruga acquatica

Le tartarughe acquatiche non possono vivere in una piccola vaschetta di plastica con una palma al centro. Crescono, sporcano molto e hanno bisogno di un acquaterrario spazioso.

La struttura deve comprendere:

  • una quantità d’acqua adeguata alla specie e alle dimensioni dell’animale;
  • un filtro potente;
  • un’area emersa completamente asciutta;
  • una rampa facile da utilizzare;
  • una lampada riscaldante sopra la zona emersa;
  • un’adeguata illuminazione UVB;
  • un termometro per controllare acqua e zona basking;
  • protezioni che impediscano la fuga.

La tartaruga deve poter nuotare, immergersi, girarsi e raggiungere facilmente la superficie. Il livello dell’acqua deve essere stabilito anche in base alla specie, all’età e alle capacità natatorie.

Le lampade vanno installate in sicurezza, evitando il contatto con acqua e materiali infiammabili.

A cosa serve la zona emersa?

La zona emersa permette alla tartaruga di uscire completamente dall’acqua, asciugarsi e riscaldarsi. Questo comportamento, chiamato comunemente “basking”, è essenziale per la termoregolazione e per la salute generale.

Se la tartaruga non riesce ad asciugare anche la parte inferiore del corpo, possono aumentare i problemi cutanei e del carapace.

La zona deve essere stabile, non abrasiva e abbastanza grande da contenere comodamente l’animale. Non deve ribaltarsi quando la tartaruga sale.

Cosa mangiano le tartarughe acquatiche?

L’alimentazione dipende dalla specie e dall’età. Alcune tartarughe acquatiche giovani tendono a consumare più alimenti di origine animale, mentre crescendo possono aver bisogno di una percentuale maggiore di vegetali.

La dieta può comprendere, secondo la specie:

  • mangime completo di buona qualità formulato per tartarughe acquatiche;
  • verdure a foglia;
  • piante acquatiche sicure;
  • piccoli pesci interi adatti all’alimentazione;
  • insetti o invertebrati allevati come alimento;
  • altre fonti indicate dal veterinario.

I gamberetti essiccati non devono essere l’unico cibo. Sono poco equilibrati se utilizzati come alimentazione esclusiva e non forniscono tutti i nutrienti necessari.

Sono da evitare salumi, carne condita, wurstel, formaggi, pane, dolci e avanzi della cucina. Non bisogna neppure affidarsi soltanto alla carne cruda.

La quantità e la frequenza dei pasti cambiano in base a età, specie e dimensioni. Un’alimentazione eccessiva favorisce obesità, crescita troppo rapida e sporcizia nell’acqua.

Come mantenere pulita l’acqua

Le tartarughe acquatiche producono molti residui. Per questo hanno bisogno di un sistema di filtrazione più potente rispetto a quello normalmente utilizzato per un acquario con pesci delle stesse dimensioni.

È necessario:

  • rimuovere regolarmente gli avanzi di cibo;
  • effettuare cambi parziali dell’acqua;
  • pulire il filtro senza distruggere ogni volta la flora batterica utile;
  • controllare odore, torbidità e accumulo di residui;
  • utilizzare acqua trattata correttamente;
  • evitare la pulizia completa e improvvisa dell’intero acquario, se non necessaria.

Un acquario visivamente limpido non è automaticamente sicuro. La qualità dell’acqua può essere controllata mediante test specifici.

Le tartarughe possono vivere insieme?

Non sempre. Due tartarughe possono competere per cibo, spazio, calore e accesso alla zona emersa. I maschi possono inseguire insistentemente le femmine e alcuni esemplari possono mordere o ferire i compagni.

Aggiungere una seconda tartaruga non serve necessariamente a “fare compagnia” alla prima. Se gli animali mostrano aggressività, uno dei due rimane sempre nascosto o non riesce a mangiare, devono essere separati.

Ogni esemplare nuovo dovrebbe essere sottoposto a visita veterinaria e mantenuto inizialmente in quarantena, per ridurre il rischio di trasmettere parassiti o malattie.

Si possono accarezzare e prendere in braccio?

Le tartarughe non amano generalmente essere manipolate di continuo. Devono essere sollevate soltanto quando necessario, sostenendo bene il corpo con entrambe le mani.

Non bisogna:

  • afferrarle per le zampe o per la coda;
  • capovolgerle;
  • lasciarle cadere;
  • battere sul carapace;
  • farle giocare con cani o gatti;
  • permettere ai bambini di maneggiarle senza controllo.

Il carapace non è un oggetto privo di sensibilità, ma una parte viva del corpo dell’animale.

Tartarughe e rischio di Salmonella

Come altri rettili, le tartarughe possono trasportare batteri del genere Salmonella anche quando sembrano perfettamente sane.

Dopo aver toccato la tartaruga, l’acqua, il terrario o gli accessori bisogna lavare accuratamente le mani con acqua e sapone. È inoltre importante:

  • non baciare l’animale;
  • non avvicinarlo al viso;
  • non lavare vaschette e accessori nel lavello della cucina;
  • non farlo camminare sui piani nei quali si preparano gli alimenti;
  • sorvegliare sempre i bambini;
  • prestare maggiore attenzione in presenza di anziani, donne in gravidanza o persone immunodepresse.

Il letargo delle tartarughe terrestri

Non tutte le tartarughe vanno in letargo. La possibilità dipende dalla specie, dall’età, dallo stato di salute e dalle condizioni ambientali.

Una tartaruga malata, sottopeso o infestata da parassiti potrebbe non essere in condizioni adatte per affrontarlo. Prima dell’inverno è consigliabile effettuare una visita presso un veterinario esperto in rettili, con controllo del peso ed eventuale esame delle feci.

Non bisogna improvvisare il letargo mettendo la tartaruga in una scatola, in frigorifero o in un luogo scelto senza aver valutato temperature, umidità e ventilazione. Anche risvegliare ripetutamente l’animale può essere pericoloso.

Le specie tropicali, invece, richiedono temperature adeguate durante tutto l’anno e non devono essere lasciate al freddo.

Segnali che richiedono una visita veterinaria

Le tartarughe tendono a mostrare i sintomi quando un problema è già avanzato. È opportuno rivolgersi rapidamente a un veterinario esperto in animali esotici se compaiono:

  • perdita di appetito prolungata;
  • dimagrimento;
  • occhi gonfi o chiusi;
  • secrezioni da naso o bocca;
  • respirazione rumorosa o a bocca aperta;
  • difficoltà a nuotare;
  • galleggiamento inclinato;
  • debolezza delle zampe;
  • carapace molle, deformato o maleodorante;
  • macchie, ferite o zone ulcerate;
  • diarrea;
  • immobilità insolita;
  • deposizione difficoltosa nelle femmine.

Pesare periodicamente la tartaruga con una bilancia precisa può aiutare a individuare variazioni anomale.

Documenti e normativa CITES

Prima di acquistare o adottare una tartaruga bisogna verificare la specie e la provenienza. Diverse tartarughe sono protette dalla normativa CITES e devono essere accompagnate dalla documentazione prevista.

La Testudo hermanni, comune tartaruga terrestre mediterranea, è una specie protetta e non può essere prelevata dalla natura. La sua vendita, cessione e riproduzione sono soggette a regole specifiche.

È importante:

  • rivolgersi esclusivamente ad allevatori o venditori autorizzati;
  • richiedere i documenti originali;
  • controllare la corrispondenza tra animale, certificato ed eventuale microchip;
  • conservare tutta la documentazione;
  • informarsi prima di una vendita, cessione o nascita.

Non bisogna raccogliere tartarughe incontrate durante una passeggiata né acquistarle da persone che non rilasciano documenti.

Una tartaruga è un impegno per molti anni

A seconda della specie, una tartaruga può vivere per diversi decenni e raggiungere dimensioni considerevoli. Prima di prenderne una bisogna valutare lo spazio disponibile, i costi dell’attrezzatura, l’assistenza veterinaria e la gestione durante le vacanze.

Non deve mai essere abbandonata in un parco, in un laghetto o in campagna. Il rilascio può causare la morte dell’animale, danneggiare l’ambiente e favorire la diffusione di specie invasive.

Con un ambiente adatto, un’alimentazione corretta e controlli veterinari regolari, una tartaruga può vivere a lungo e in buone condizioni. La regola principale è non considerarla un animale “facile”: conoscere esattamente la specie è il primo passo per prendersene cura correttamente.

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