
Gli amici a quattro zampe, insostituibili compagni delle nostre vite e membri della famiglia a tutti gli effetti, sono con noi in tantissimi momenti della giornata.
Alzi la mano chi ha un cane e non si è trovato almeno una volta in giro con la voglia di entrare in un bar a prendere un caffè! Come bisogna regolarsi in questi casi? Ecco cosa dice la legge italiana in merito!
Cani nei locali: ecco cosa dice la legge
La legge italiana è caratterizzata da un quadro molto frammentario per quanto riguarda la possibilità di portare il cane al bar o al ristorante.
In linea di massima è bene ricordare che i regolamenti della Polizia Veterinaria vietano l’ingresso di animali da compagnia in luoghi dove vengono preparati, trattati e manipolati gli alimenti.
Questo a patto che il titolare dell’esercizio non prenda precauzioni per evitare il contatto tra l’animale e gli alimenti. Un esempio utile da citare è quello del supermercato, dove il cane accompagnato ha libero accesso se non c’è il rischio che entri in contatto con i cibi in vendita.
Il caso è diverso quando si parla di locali come i ristoranti e i bar, dove avviene invece la somministrazione degli alimenti. Non esiste un divieto tassativo per fido in questi frangenti.
Tutto dipende dalle scelte del singolo esercente, che ha la possibilità di consentire o vietare a suo pacimento l’ingresso dei cani e di altri animali da affezione.
Fondamentale è sottolineare che i Comuni hanno modo di adottare orientamenti disciplinari specifici. Questo è il caso del Comune di Torino, che consente l’ingresso dei cani al ristorante se accompagnati dai padroni.
Questo è possibile salvo particolari motivi igienico-sanitari, che devono essere comunicati dal gestore tramite apposito cartello affisso all’ingresso. È previsto l’obbligo d’inviare comunicazione scritta in merito all’Ufficio di Tutela Animali.
Per i cani guida dei ciechi non c’è alcuna restrizione riguardante l’ingresso al ristorante o al bar.

































