Il bonus di 80 euro potrebbe essere oggetto di alcune modifiche nel prossimo futuro.

Secondo le ultime notizie sarebbe pronta una modifica, appoggiata caldamente dal Tesoro, da inserire nella legge di stabilità, al vaglio del Consiglio dei Ministri.

Attualmente, infatti, i dieci miliardi di costo di tale misura sono classificati come prestazione sociale e questo anziché diminuire il peso del fisco fa aumentare la spesa pubblica.

 Questa modifica, inoltre, presupporrebbe una proporzionalità della misura in base al reddito.

Secondo il principio di proporzionalità della tassazione il bonus non sarebbe più uguale per tutti i lavoratori, ma potrebbe variare di pochi euro (tra i 79 e gli 81 euro).

In questo modo lo sgravio avrebbe un notevole effetto sulla pressione fiscale stessa.

Il bonus di 80 euro è stato uno dei cavalli di battaglia del governo renziano, che in questo modo vedrebbe sfumare uno dei suoi obiettivi, ma mentre l’Istat continua a considerare il bonus di 80 euro una prestazione sociale e a non considerarlo nel calcolo del peso fiscale il Tesoro, invece, lo vorrebbe includere nella statistica della pressione fiscale.

E’ questo il motivo per cui il quadro tendenziale, presentato nella Nota di aggiornamento del Def, prevede un abbassamento della pressione fiscale dal 43,1% del 2015 al 42,16% per l’anno prossimo, in virtù della disattivazione delle clausole di salvaguardia e del bonus di 80 euro.

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