Il tumore ovarico è stato esportato. La sua grossa mole si aggira intorno agli 8 kg.

Il tutto è successo all’ospedale Di Venere di Bari e l’operazione è stata fatta su una 61enne. L’intervento è durato circa 3 ore e mezza, èd stato condotto con successo nel reparto ostetricia e ginecologia diretta dal professore Mario Vicino.

La donna da tempo avvertiva uno strano dolore e gonfiore addominale,per questo motivo aveva deciso di sottoporsi ad una tac non immaginando minimamente ciò che sarebbe emerso.

Dall’esame è infatti risultata la presenza di una enorme «massa tumorale a livello dell’addome, a partire dal pavimento pelvico sino a giungere sotto il diaframma».

Tumore alle ovaie 

Il tumore alle ovaie è una malattia ancora troppo poco sconosciuta, nonostante colpisca ogni anno circa 250.000 donne e ne uccida 150.000. Secondo una recente indagine condotta da ACTO onlus (Alleanza contro il Tumore Ovarico), in Italia 6 donne su 10 non conoscono questa patologia e il 70% non sa indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi.

La pericolosità di questa forma di tumore sta nella quasi totale assenza di sintomi nella fase iniziale, tanto che nell’80% dei casi dà segni di sé quando è in fase avanzata. Inoltre, i sintomi, se presenti, sono talmente poco specifici da poter essere ricondotti ad altre malattie.

Il tumore ovarico è una malattia subdola – riconoscere i sintomi è importante ma in questa neoplasia la sintomatologia è quanto mai aspecifica: dolori e gonfiore addominali, cambiamento delle abitudini dell’alvo sono disturbi che possono presentarsi in molte altre patologie.

I sintomi che le donne devono prendere in considerazione come campaello d’allarme sono tre: addome gonfio, aerofagia, bisogno di urinare frequente. La presenza di tale sintomatologia non è sempre ricollegabile al tumore alle ovaie, ma la sua comparsa improvvisa e la presenza simultanea di tutti e tre i sintomi non deve essere sottovalutata. Un altro segnale è la sensazione di sazietà anche a stomaco vuoto.

In presenza di un simile quadro è opportuno recarsi dal medico per un consulto. La diagnosi si effettuata attraverso la visita ginecologica e la palpazione dell’addome. In questa fase si terrà in considerazione l’età della paziente, la dimensione e la consistenza delle ovaie.

È molto utile anche l’ecografia transaddominale o meglio transvaginale. A cui è possibile associare anche la TAC addome, il clisma opaco con bario e la risonanza magnetica con lo scopo di verificare la diffusione del tumore e la presenza di eventuali metastasi.

La tempestività della diagnosi cambia la prognosi: negli stadi più avanzati la guarigione può essere raggiunta nel 30% dei casi, nel restante 70% si cerca di far convivere la paziente con il tumore il più a lungo possibile.

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