
L’ Istat in occasione dell’Alcohol Prevention Day ha presentato il rapporto 2022 «Uso e abuso di alcol».
Secondo lo studio scende il consumo giornaliero di alcol mentre cresce quello fuori dai pasti.
Tra il 2012 e il 2022 la quota di chi consumava bevande alcoliche quotidianamente è passata dal 34,5 al 24,4%.
In aumento invece i consumatori occasionali di alcol (dal 35,8% del 2002 al 42,2% nel 2012) e coloro che hanno dichiarato di farne uso fuori dai pasti (dal 23,1% del 2002 al 26,9% del 2012).
Cambiano le abitudini degli italiani. Beviamo meno vino e birra, ma più aperitivi, amari e cocktail.
L’analisi rileva che si alza maggiormente il gomito soprattutto al Centro-Nord.
Con percentuali più alte tra gli uomini che vivono nelle Regioni settentrionali.
Dai dati emerge anche che i giovani tra i 18 e i 24 anni rappresentano una fascia di popolazione in cui la diffusione di comportamenti a rischio resta elevata.
Sul modello di consumo dei giovani pesa il fenomeno del «binge drinking», ossia delle cosiddette bevute compulsive fino allo stordimento (20,1 per cento dei maschi e 9,1 per cento delle femmine), che rappresenta la quasi totalità del rischio complessivo e che è ormai in questo segmento di popolazione un’abitudine consolidata.
Comportamenti a rischio nel consumo di alcol si registrano anche tra le persone con più di 65 anni (il 40,7% degli uomini contro il 10% delle donne).
Le modalità di consumo degli anziani vengono giudicate dall’Istituto di statistica di tipo «essenzialmente tradizionale», caratterizzato sopratutto dal bere vino durante i pasti.
Tuttavia questa tipologia di popolazione fa segnare un trend in costante discesa negli ultimi anni, per consumo giornaliero non moderato. Dal 2003 al 2012 la quota è passata dal 50 al 39,7% per gli uomini e dal 13 al 9,5% per le donne.

































