Tutti quanti prima o poi fanno i conti con i cambiamenti all’interno del proprio assetto famigliare; parliamo delle diverse fasi della vita che investono le realtà dei genitori e dei figli, ma anche i rapporti tra partner.

Nel primo caso, nel corso degli anni sono state date diverse definizioni, la più quotata rimane sicuramente quella di “bamboccione”, quel figlio divenuto adulto, che però per diversi motivi vive ancora a casa con i genitori e fatica a spiccare il volo.

Bamboccioni a casa

Spesso sono i genitori stessi che devono continuare a farsi carico della situazione, dando vita a inevitabili contrasti che si creano più o meno frequentemente nel vivere quotidiano.

Dall’altra parte troviamo una situazione che rappresenta il contrario, cioè quando troviamo dei genitori che hanno visto i figli andare via e ricominciano una nuova vita, che spesso può portare a dei momenti di difficoltà; non è certo facile “riabituarsi” a vivere una casa “vuota”, senza la presenza dei propri figli.

Questo sia dal punto di vista affettivo che economico e fisico, perchè spesso viene a mancare proprio quell’aiuto da parte dei figli, nello svolgimento delle mansioni domestiche.

Dal punto di vista psicologico poi, di punto in bianco la mamma e il papà si ritrovano a vivere di ricordi in una casa ormai orfana dei figli; ovviamente parliamo in questi termini sempre quando c’è stato un legame armonioso tra genitori e figli e la separazione viene vista come un qualcosa di negativo.

Sindrome del nido vuoto cos’è

La chiamano la “sindrome del nido vuoto”, quella sensazione di vuoto interno che provano i genitori quando si trovano ad affrontare questa nuova fase della vita.

È molto importante non abbattersi in questi casi e cercare il lato positivo; la possibilità di coltivare nuovi hobby e di riscoprire se stessi, al di fuori del solo ruolo di mamma è papà.

Si tratta di cambiamenti naturali, che prima o poi arrivano per tutti; a un certo punto i figli vanno via ed è bene non farsi trovare impreparati.

Inoltre, quando i figli lasciano il nido, ci si ritrova a dover inventare nuovamente un rapporto con il proprio compagno e la propria compagna, che spesso si è affievolito, negli anni in cui ci si occupava assiduamente dei figli.

Quando questi lasciano la casa, i genitori vivono di fatto in un nido nuovo, che devono in qualche modo riempire nuovamente.

Improvvisamente quegli ambienti di casa che una volta erano pieni di vita, si svuotano, come ad esempio le stanza dei figli.

Passato il primo periodo di euforia, nel lungo termine questa nuova situazione può diventare un peso ed essere addirittura nociva per i genitori anziani.

Spesso infatti il genitore che per anni a dedicato tutta la sua vita ai figli si trova spaesato di fronte a questa nuova realtà.

Nella maggior parte dei casi è la donna a farne di più le spese; da sempre impegnata in molteplici impegni, dal lavoro ai figli, lo sport e la scuola, improvvisamente non ha quasi più niente da fare.

Nel caso della donna, ma anche dell’uomo che magari si occupava spesso e volentieri dei figli, questo può portare problemi nuovi per la “nuova” coppia.

Ci sono dei piccoli fattori che possono aiutare a far capire alla coppia che qualcosa non va nel vivere il passaggio dalla vita con alla vita senza i figli in casa.

Spesso ad esempio si provano sensazioni di malinconia, sensi di vuoto interiore e stati di tristezza prolungati; è bene non prenderli sottogamba.

A volte ci si sente inutili è inadeguati e spesso si hanno pensieri che portano verso la rassegnazione e l’apatia, che bisogna necessariamente combattere.

Spesso i modelli imposti dalla società moderna sono sbagliati, perchè mostrano come individui capaci e di valore, solamente quelle persone che ricoprono un ruolo preciso: la mamma, il papà, il nonno, ecc…

in molti casi poi si assiste alla separazione dai figli e contemporaneamente alla fine del lavoro; la pensione, la casa vuota e le giornate interminabili possono anche logorare dall’interno, fino a portare a delle vere e proprie sindromi depressive.

In molti casi anche le poche parole di conforto che arrivano da amici e parenti, non riescono a risollevare la situazione.

Bene, per combattere in maniera adeguata questo problema, non è sufficiente iscriversi in palestra! Bisogna fare qualche cosa di più significativo a livello della propria interiorità.

Come superare la sindrome del nido vuoto

Lavorare di più sulla nuova identità che si va a formare quando le situazioni cambiano; ci sono molti modi per evitare di andare in depressione a seguito della separazione dai figli e che possono aiutare la mamma, il papà e la coppia.

Il primo passo è proprio l’accettazione; bisogna rendersi conto che i figli se ne sono andati, hanno formato un loro nucleo famigliare e che questo non è necessariamente un fatto negativo, anzi.

Iniziate a frequentare nuovamente vecchi amici con cui avevate perso i contatti, cercate di sforzarvi di uscire di casa, anche per una semplice passeggiata o un gelato con il vostro partner.

In molti casi poi si prova quella vecchia sensazione di piacere, che ci regalavano i vecchi hobby, che sono rimasti all’ombra per molti anni, in cui eravate impegnati nella crescita dei figli.

Non demonizzate poi la tecnologia, che oggi può essere di sicuro aiuto per voi che vivete in casa senza più i figli.

Potete chattare con i vostri amici, con i figli stessi; oltre alle telefonate poi sfruttate anche le videochiamate su Skype e i messaggi audio di whatsapp; in questo modo il distacco sarà più leggero e si vivrà meglio; provare per credere!

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