Chi vive ai piani alti di un condominio o in una villetta in collina probabilmente conosce molto bene il problema della pressione dell’acqua. Può succedere, infatti, quando gli appartamenti sono posizionati a un livello elevato, che la pressione con cui esce l’acqua dai rubinetti non è quella che ci si aspetta, soprattutto in specifiche fasce orarie della giornata, quando tutti i condomini sono intenti a utilizzarla.

Cosa succede quando la pressione è bassa? Capita che il flusso che fuoriesce dal rubinetto sia scarso, a volte non sufficiente a farsi una doccia o riempire una pentola a meno di stare diversi minuti ad attendere la quantità di acqua sufficiente. Una situazione che, se protratta nel tempo, può generare disagio e abbassare drasticamente la qualità della vita, tra le mura domestiche. In queste circostanze è opportuno dotarsi di strumenti per misurare la pressione e capire se quella che spinge l’acqua verso la propria abitazione è sufficiente a soddisfare le esigenze domestiche.

In caso contrario, si rende necessario prendere provvedimenti per riportarla al livello normale.

Ma come funziona il sistema di pressione dei rubinetti, da cosa dipende questo problema e come lo si può risolvere?

Come funzionano gli impianti condominiali

Gli impianti condominiali, come ogni altra abitazione, sfruttano l’acqua che viene erogata dall’acquedotto locale. In molti casi sono previste delle cisterne accumulatrici, le autoclavi, che hanno proprio l’obiettivo di raccogliere l’acqua derivante dell’acquedotto, fino alla loro capienza, e distribuirla in tutti gli appartamenti alla giusta pressione. Può capitare infatti che in alcune zone, la portata o la pressione dell’acqua che scorre nell’acquedotto non sia sufficiente a garantire una buona pressione di erogazione nelle abitazioni, specie quelle poste ai piani più alti. La funzione delle cisterne è proprio quella di sopperire a questa mancanza, ma, anche in questi casi potrebbe non essere sufficiente, per le cause più disparate.

Va tenuto presente che per garantire un giusto getto di acqua dai rubinetti, il misuratore pressione dovrebbe indicare un valore compreso tra l’1,5 e i 3 bar. Al di sotto di questo range si rischia davvero che la pressione non sia sufficiente non solo a espletare le normali attività domestiche, ma anche a garantire il giusto funzionamento degli elettrodomestici che ne fanno uso, come caldaie, boiler, lavatrici, lavastoviglie.

Da cosa dipende la bassa pressione

Le cause di una bassa pressione dell’acqua nell’abitazione possono essere diverse.

La prima, già affrontata, riguarda proprio il flusso dell’acqua garantito dell’acquedotto.

Ma una bassa pressione in condominio può dipendere anche da tubature rotte, che perdono acqua e inevitabilmente hanno una minore portata da garantire ai piani più alti.

I tubi, specie se datati, possono anche essere semi ostruiti dal calcare e non far passare la quantità di acqua sufficiente. Può ancora succedere che il rubinetto erogatore non sia ben aperto o che i problemi legati ai tubi e al calcare siano presenti nell’impianto domestico.

Per riscontrare la causa del problema, quindi, è necessaria una diagnosi degli impianti condominiali e domestici, partendo proprio da questi ultimi. Se chiudendo il rubinetto centrale, ad esempio, si nota uno scorrimento del contatore, allora è probabile che ci sia una perdita. Ancora, si può effettuare una pulizia dei rubinetti, smontandoli e tenendoli un po’ a bagno con acqua e aceto o, infine, se nulla di questo è sufficiente, ricorrere all’impiego di una pompa di sollevamento, da montare nelle cisterne, oppure un’autoclave da installare all’uscita del contatore per garantire una maggiore spinta dell’acqua verso tutti gli appartamenti.

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