Cos’è l’acrofobia

Con il termine acrofobia s’intende la paura dell’altezza. Ma a differenza di una fobia specifica come ad esempio la paura di volare, l’acrofobia può far temere svariate cose che sono legate all’essere lontano da terra.

A seconda di quanto è grave la fobia, chi ne soffre potrebbe per esempio temere di trovarsi ai piani alti di un edificio; oppure salire semplicemente su una scala.

Come molte altre fobie, anche questa può causare attacchi di panico, e danneggiare la qualità di vita di chi ne soffre. Potrebbe anche mettere a repentaglio la vita del paziente se egli fosse colto da un improvviso attacco di panico in un luogo alto, e fosse troppo agitato per farsi mettere al sicuro.

Anche l’acrofobia fa parte della categoria dei disturbi d’ansia, in cui, in determinate situazioni si prova una paura intensa e irrazionale. Ne soffre circa il 2-5% della popolazione mondiale, e può colpire in egual misura sia uomini che donne.

Che differenza c’è tra acrofobia e vertigini

 Spesso si crede erroneamente che le vertigini e l’acrofobia siano sostanzialmente la stessa cosa. In realtà la vertigine è una condizione medica che ha a che fare con l’equilibrio e che si può essere un sintomo legato all’acrofobia ma anche di altre fobie legate alla paura dell’altezza e del vuoto che non hanno niente a che vedere con l’acrofobia.

Quali sono le cause dell’acrofobia

La teoria più diffusa, afferma che l’acrofobia nasca dalla naturale paura di cadere, di essere feriti o uccisi che ognuno di noi ha. Quando questa normale paura fisiologica supera una determinata soglia, ecco che si trasforma in fobia e diventa perciò patologica e disadattiva.

Le cause che trasformano una semplice e naturale paura in una vera e propria patologia, sono molteplici ed a volte anche sottovalutate. Esse possono comprendere esperienze paurose e/o traumatiche che l’individuo ha vissuto nel passato e che adesso si generalizzano; oppure apprendimenti intenzionali patologici.

Come quasi tutte le fobie anche questa nasce proprio dalla mente inconscia e si sviluppa poi come un vero e proprio meccanismo di difesa. Questo significa che molto probabilmente il soggetto in passato deve aver vissuto un evento che collega l’altezza o i posti alti ad un trauma emotivo.

Successivamente poi l’inconscio comincia a proteggere l’organismo da altri traumi che potrebbero subentrare in futuro; e perciò scatena nella persona le stesse reazioni che l’organismo adotta davanti ad una situazione di pericolo. L’istinto sarà quindi quello fuggire.

I sintomi

Questa è una condizione che spesso peggiora la qualità di vita di chi ne soffre. Alcuni pazienti possono addirittura avere paura di salire una rampa di scale, stare in piedi su una sedia e così via.

L’acrofobia può manifestarsi in diversi modi. Certi soggetti per esempio devono fare i conti con i sintomi della fobia per gran parte della giornata; mentre al contrario altri manifestano i sintomi solo in risposta a stimoli diretti. Ognuno poi avrà la sua personale esperienza di paura e di ansia.

I sintomi che maggiormente caratterizzano la paura dovuta all’altezza sono:

  • dispnea (respirazione difficoltosa);
  • vertigini;
  • sudorazione eccessiva;
  • nausea;
  • secchezza delle fauci;
  • tremori;
  • palpitazioni cardiache;
  • incapacità di parlare o di pensare con chiarezza;
  • mente offuscata;
  • paura di morire;
  • paura di perdere il controllo di se stessi;
  • sensazione di distacco dalla realtà;
  • attacco d’ansia.
La diagnosi

Arrivare ad una corretta diagnosi di acrofobia, è molto importante per stabilire se la patologia interferisca o meno con le normali attività della vita del paziente. Gli specialisti in grado di diagnosticare questa condizione, sono gli psicologi o gli psichiatri. Questa però non è una fobia facilmente diagnosticabile, soprattutto perché spesso i pazienti si vergognano ad ammettere ciò di cui soffrono.

Dunque è molto importante eseguire un’anamnesi psicopatologica il più possibile dettagliata; in questo modo si potranno conoscere e valutare tutti i sintomi accusati dal paziente. Le indagini principali che spesso vengono eseguite dal medico riguardano:

  • la reazione del paziente quando si trova in un luogo elevato;
  • la durata della paura irrazionale;
  • il grado di gravità dei sintomi;

In base alle risposte date, poi si può confermare o meno la presenza di acrofobia.

La terapia

Questo particolare tipo di fobia, generalmente viene trattato come tanti altri disturbi fobici e ansiosi. È dunque possibile scegliere la cura più adatta scegliendo tra tre terapie diverse che sono:

La terapia comportamentale. Durante questo processo, il terapeuta mette i pazienti di fronte alla loro paura ma in maniera graduale. In questo modo la fobia verrà progressivamente combattuta. Poi per aiutare il paziente ad affrontare la situazione, vengono eseguiti anche degli esercizi mirati.

Altre volte invece si utilizza un altro tipo di tecnica dove il paziente viene esposto ad una situazione prolungata in cui è presente la sua paura; così da osservare le sue reazioni. Questo metodo è molto più veloce del precedente e garantisce anche risultati molto efficaci.

Ipnosi. Questo è un metodo terapeutico in cui vengono riprodotti degli scenari che scatenano la paura del paziente; ed è molto utile perché aiuta il terapeuta ad individuare quali sono gli stimoli emotivi che scatenano la paura. Eliminati questi automaticamente si elimina anche la fobia stessa.

Terapia respiratoria. Quando si è in pieno attacco acrofobico, molti pazienti vanno in iperventilazione; che va poi a peggiorare l’ansia e tutti gli altri sintomi associati. Con la tecnica respiratoria si insegna al paziente a tenere sotto controllo l’iperventilazione, grazie ad una respirazione più lenta e calma.

 

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