Virginia Mori è un’illustratrice, animatrice e regista italiana presente a Venezia 2026.

Virginia Mori è un’illustratrice, animatrice e regista italiana conosciuta per le sue immagini in bianco e nero, sospese tra sogno, inquietudine e ironia. Il suo stile è immediatamente riconoscibile: bambine enigmatiche, corpi che si trasformano, stanze apparentemente normali e situazioni surreali capaci di generare molteplici interpretazioni.

Nel 2026 il suo nome ha ottenuto nuova attenzione grazie a Sasso, carta, forbici, cortometraggio animato selezionato nella sezione Orizzonti Corti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Chi è Virginia Mori

Virginia Mori è un’artista italiana attiva nel campo dell’illustrazione, dell’animazione e del cinema. Vive e lavora tra Pesaro e Milano e ha studiato animazione, illustrazione e design presso l’Istituto Statale d’Arte di Urbino.

La sua ricerca artistica nasce prevalentemente dal disegno su carta. Gli strumenti che utilizza più frequentemente sono:

  • matita;
  • inchiostro;
  • penna a sfera;
  • animazione tradizionale;
  • animazione digitale in 2D.

Il suo immaginario mette spesso al centro figure femminili, bambine, animali, oggetti quotidiani e ambienti domestici. La normalità viene però modificata da elementi impossibili, trasformazioni fisiche o accostamenti inaspettati.

Età e data di nascita

Virginia Mori è nata il 18 luglio 1981 e nel 2026 ha compiuto 45 anni.

Alcune biografie online riportano informazioni differenti, indicando il 1982 come anno di nascita. Le fonti più direttamente legate all’artista e alcune sue interviste indicano invece il 1981.

L’artista è legata a Pesaro, città nella quale vive e lavora, alternando la propria attività con Milano.

La formazione all’Istituto d’Arte di Urbino

Virginia Mori ha studiato animazione e design presso l’Istituto Statale d’Arte di Urbino. Durante il percorso di formazione ha sviluppato il linguaggio visivo che avrebbe successivamente caratterizzato tutta la sua produzione.

La scelta del bianco e nero permette all’artista di concentrare l’attenzione su:

  • espressioni;
  • gesti;
  • contrasti;
  • trasformazioni;
  • spazi vuoti;
  • rapporti tra i personaggi.

La semplicità apparente del segno nasconde un lavoro estremamente preciso. Le immagini sembrano appartenere a una fiaba, ma sono spesso attraversate da inquietudine, ambiguità e umorismo.

Il premio ricevuto ad Annecy

Una svolta importante nella carriera di Virginia Mori arriva nel 2008, quando vince il premio SRG idée suisse alla Call for Projects del Festival internazionale del film d’animazione di Annecy, in Francia.

Il riconoscimento le permette di realizzare il suo primo cortometraggio importante, Il gioco del silenzio. L’opera viene prodotta utilizzando la tecnica tradizionale del disegno su carta e richiede circa mille disegni originali.

Il film riceve diversi riconoscimenti e selezioni, tra cui:

  • premio per il miglior film sperimentale al Flip Animation Festival di Wolverhampton;
  • menzione speciale ad Animateka, a Lubiana;
  • premio SRG idée suisse ad Annecy;
  • terzo premio al Premio Oscar Signorini di Milano.

Il successo del cortometraggio contribuisce a far conoscere Virginia Mori anche fuori dall’Italia.

Il gioco del silenzio

Il gioco del silenzio è uno dei lavori fondamentali della sua filmografia. Il titolo anticipa un tratto ricorrente della sua poetica: la capacità di raccontare senza ricorrere necessariamente al dialogo.

L’animazione tradizionale consente ai disegni di prendere vita conservando l’imperfezione e la materialità della carta. I movimenti non cancellano la natura illustrata delle figure, ma la rendono ancora più evidente.

La musica del cortometraggio è firmata da Francesco Colocci e Lorenzo Colocci.

Haircut

Tra i cortometraggi più conosciuti di Virginia Mori figura anche Haircut, realizzato con migliaia di disegni e presentato in diversi festival internazionali.

La storia è ambientata in un’aula scolastica vuota. Una docente e una giovane allieva si confrontano attraverso sguardi, movimenti e gesti. Il rapporto tra le due protagoniste assume progressivamente un significato più ambiguo.

Anche in questo caso il silenzio svolge un ruolo centrale. Lo spettatore è invitato a interpretare ciò che accade senza ricevere una spiegazione univoca.

Il cortometraggio è stato selezionato anche al Festival internazionale del cinema d’animazione di Annecy.

Gli altri cortometraggi e lavori animati

Nella produzione di Virginia Mori rientrano diversi film, animazioni e progetti visivi. Tra i titoli associati al suo percorso si trovano:

  • Punto a capo;
  • Il gioco del silenzio;
  • Amarcort Film Festival;
  • Rachele;
  • Haircut;
  • Sasso, carta, forbici;
  • Water Book;
  • Summer Nostalgia;
  • animazioni commissionate per Fendi.

Ha inoltre collaborato alla realizzazione visiva del video musicale Walt Grace’s Submarine Test, January 1967 di John Mayer, diretto da Virgilio Villoresi.

Sasso, carta, forbici a Venezia 2026

Nel 2026 Virginia Mori torna al centro dell’attenzione con il cortometraggio Sasso, carta, forbici, selezionato nella sezione Orizzonti Corti della Mostra del Cinema di Venezia.

Il film dura nove minuti, è privo di dialoghi ed è una coproduzione tra Italia e Francia. La regia e la sceneggiatura sono di Virginia Mori, che ha curato anche il montaggio insieme a Ruben Gagliardini.

La produzione è affidata a Withstand Film e Miyu Productions. Le musiche sono di Fabio Partisani, mentre Ruben Gagliardini ha lavorato anche agli effetti visivi.

La scheda ufficiale della Biennale di Venezia descrive il cortometraggio come un viaggio surreale costruito attraverso emozioni e sensazioni inconsce.

Di cosa parla Sasso, carta, forbici?

Il film non segue una trama tradizionale. È composto come un flusso di immagini simile a un sogno, nel quale ogni gesto può possedere significati differenti.

I momenti decisivi non vengono rappresentati direttamente. Lo spettatore osserva ciò che avviene prima e dopo, ma deve immaginare autonomamente il passaggio mancante.

Questa scelta riflette un principio centrale del lavoro di Virginia Mori: il pubblico non deve limitarsi a osservare passivamente, ma deve completare l’opera attraverso la propria interpretazione.

Il cortometraggio combina disegno su carta e animazione digitale in 2D. Il luna park costituisce uno degli ambienti iconici del film, uno spazio nel quale gioco e inquietudine possono convivere.

Perché Virginia Mori è a Venezia 2026

Virginia Mori partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia perché Sasso, carta, forbici è stato selezionato nel concorso Orizzonti Corti.

La sezione Orizzonti è dedicata alle nuove tendenze del cinema internazionale, con particolare attenzione agli autori emergenti e ai linguaggi innovativi. All’interno della sezione viene presentata anche una selezione competitiva di cortometraggi.

La partecipazione a Venezia 2026 rappresenta un riconoscimento importante per il percorso cinematografico dell’artista e porta il suo immaginario davanti a un pubblico internazionale ancora più ampio.

Lo stile delle opere di Virginia Mori

Il lavoro di Virginia Mori è riconoscibile per il contrasto tra la pulizia formale del disegno e l’ambiguità delle scene rappresentate.

Le sue immagini presentano frequentemente:

  • bambine dall’espressione impassibile;
  • figure femminili sdoppiate;
  • animali inseriti in contesti umani;
  • letti, scale, vasche e stanze;
  • corpi che diventano oggetti;
  • oggetti che sembrano assumere vita;
  • situazioni impossibili trattate come normali;
  • atmosfere sospese tra fiaba e incubo.

Le protagoniste non mostrano quasi mai emozioni esplicite. Proprio questa apparente neutralità rende le scene più enigmatiche.

L’artista lascia intenzionalmente aperto il significato dell’opera. Una stessa immagine può apparire ironica, malinconica, inquietante o liberatoria a seconda dello sguardo di chi la osserva.

Le bambine nelle sue illustrazioni

Le figure infantili costituiscono uno degli elementi più ricorrenti della produzione di Virginia Mori. Non sono però protagoniste tipiche dell’illustrazione per bambini.

Le bambine appaiono spesso serie, concentrate e autonome. Si muovono in ambienti nei quali le regole del mondo reale sembrano essere state sospese.

L’infanzia diventa così uno spazio simbolico attraverso il quale affrontare:

  • paura;
  • identità;
  • memoria;
  • crescita;
  • solitudine;
  • relazione con il corpo;
  • rapporto tra realtà e immaginazione.

La ripetizione di figure simili e il tema del doppio contribuiscono a creare un universo coerente, pur lasciando ogni lavoro aperto a interpretazioni differenti.

I libri illustrati

Virginia Mori ha lavorato anche nel mondo dell’editoria, realizzando libri propri e collaborando con scrittori e case editrici.

Tra i titoli principali figurano:

  • Stanze a dondolo e altre storie;
  • Hotel Miramare;
  • Le due bambine, con testi di Domenico Brancale;
  • Blu, un’altra storia di Barbablù, scritto da Beatrice Masini;
  • Vento;
  • altri progetti editoriali e raccolte di illustrazioni.

Stanze a dondolo e altre storie

Pubblicato da Blu Gallery, raccoglie immagini e racconti visivi costruiti secondo il linguaggio surreale dell’artista. Le stanze diventano spazi mentali nei quali persone e oggetti perdono la propria funzione abituale.

Hotel Miramare

Hotel Miramare è un altro libro legato alla produzione visiva di Virginia Mori. Le immagini mantengono l’atmosfera sospesa e misteriosa caratteristica dell’autrice.

Le due bambine

Pubblicato nel 2017, Le due bambine nasce dall’incontro tra i testi di Domenico Brancale e le illustrazioni di Virginia Mori. Il libro sviluppa il tema del doppio, dell’identità e dello sguardo interiore.

Blu, un’altra storia di Barbablù

Virginia Mori ha illustrato Blu, un’altra storia di Barbablù, riscrittura della celebre fiaba realizzata da Beatrice Masini e pubblicata da Pelledoca Editore.

L’atmosfera oscura della storia si adatta particolarmente bene al linguaggio dell’artista, capace di evocare la paura senza mostrare necessariamente gli eventi più violenti.

Le collaborazioni con moda, editoria e grandi marchi

Nel corso della carriera Virginia Mori ha collaborato con numerose realtà italiane e internazionali. Il suo sito ufficiale cita, tra gli altri:

  • Fendi;
  • Valentino;
  • Vogue Arts;
  • Gucci;
  • Einaudi;
  • Feltrinelli;
  • Bollati Boringhieri;
  • Penguin Random House;
  • The Washington Post;
  • Time;
  • Radio Times;
  • il Venerdì di Repubblica;
  • Film TV;
  • Mini;
  • Sammontana.

Una delle collaborazioni più conosciute è il progetto realizzato per Vogue Arts e Gucci Cruise 2017, nel quale uno shooting fotografico è stato costruito a partire dalle sue illustrazioni.

Il manifesto della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro

Nel 2020 Virginia Mori ha realizzato il manifesto della 56ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

L’immagine presentava una figura femminile con grandi occhiali, attraversati da un’onda. L’opera sviluppava i concetti di visione, apertura e cambiamento, mantenendo il tratto essenziale dell’artista.

Il rapporto con Pesaro e con il festival ha consolidato il dialogo tra la sua attività di illustratrice e il mondo del cinema.

Mostre e riconoscimento internazionale

Le opere di Virginia Mori sono state presentate in esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero. Il suo lavoro ha ottenuto particolare diffusione anche attraverso Internet e i social network, dove le immagini vengono riconosciute immediatamente per il loro stile.

La capacità di raccontare una storia attraverso un solo disegno ha favorito la collaborazione con gallerie, editori, festival, riviste e marchi internazionali.

Il suo linguaggio attraversa diversi settori senza perdere coerenza: illustrazione editoriale, moda, libri, pubblicità e cinema d’animazione sembrano appartenere allo stesso universo visivo.

Vita privata

Virginia Mori mantiene una notevole riservatezza sulla propria vita privata. Non risultano informazioni pubbliche attendibili su marito, compagno o figli.

Le biografie dell’artista si concentrano prevalentemente sulla formazione, sulle opere e sulla carriera. Per questa ragione non è corretto attribuirle relazioni o informazioni familiari non confermate.

Dove seguire Virginia Mori

L’artista pubblica opere, progetti e aggiornamenti sul proprio sito ufficiale e sul profilo Instagram @virginia_mori.

Sul sito è possibile consultare disegni, animazioni, libri, GIF, commissioni e collaborazioni.

Domande frequenti

Quanti anni ha Virginia Mori?

Virginia Mori è nata il 18 luglio 1981 e nel 2026 ha 45 anni.

Dove è nata Virginia Mori?

L’artista è legata a Pesaro, dove vive e lavora alternandosi con Milano. Alcune biografie riportano informazioni discordanti sul luogo esatto di nascita.

Che lavoro fa?

È illustratrice, animatrice, artista visiva e regista di cortometraggi animati.

Qual è il suo stile?

Utilizza soprattutto matita, inchiostro e penna su carta. Il suo stile è surreale, essenziale e spesso inquietante, con figure femminili e ambienti quotidiani trasformati in scene impossibili.

Quale film presenta a Venezia 2026?

Presenta Sasso, carta, forbici, cortometraggio animato di nove minuti selezionato nella sezione Orizzonti Corti.

Quali sono i suoi film più conosciuti?

Tra i lavori più conosciuti figurano Il gioco del silenzio, Haircut e Sasso, carta, forbici.

Virginia Mori ha lavorato con Gucci?

Sì. Le sue illustrazioni hanno ispirato uno speciale progetto fotografico di Vogue Arts dedicato alla collezione Gucci Cruise 2017.

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