Dopo oltre 400 giorni di detenzione in Venezuela, è ufficiale: Alberto Trentini, il cooperante italiano fermato senza accuse formali, è stato finalmente scarcerato dalle autorità venezuelane e si trova in buone condizioni presso l’ambasciata d’Italia a Caracas, in attesa di tornare in patria.

La notizia è stata confermata nella mattinata del 12 gennaio 2026 dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che ha annunciato il rilascio di Trentini insieme a un altro cittadino italiano, Mario Burlò, imprenditore torinese detenuto da mesi sempre in Venezuela. Secondo quanto dichiarato dal ministro, entrambi stanno bene e saranno presto rimpatriati con un volo speciale da Caracas verso l’Italia.

Chi è Alberto Trentini e cosa è successo

Alberto Trentini, 46 anni, originario del Lido di Venezia, lavorava dal 17 ottobre 2024 come operatore umanitario in Venezuela per la ONG Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza a persone con disabilità.

Il 15 novembre 2024, mentre si trovava in viaggio verso la città di Guasdalito nello stato di Apure per motivi di lavoro, Trentini fu fermato a un posto di controllo dalle autorità venezuelane. Da quel momento non gli furono mai formalizzate accuse né spiegazioni ufficiali, né consentito un regolare accesso consolare per lunghi periodi.

La famiglia denunciò subito la situazione, lanciando appelli pubblici e richiedendo un impegno concreto da parte del governo italiano e delle istituzioni internazionali per ottenere informazioni e la sua libertà.

Mobilitazione e diplomazia internazionale

Negli ultimi mesi, accanto alla richiesta di chiarimenti da parte di Roma, numerose organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani si erano mobilitati per sollecitare la liberazione di Trentini chiedendo trasparenza e rispetto per i suoi diritti, tanto da ottenere ampio sostegno pubblico e mediazione diplomatiche.

Il rilascio è avvenuto in un momento di significativo cambiamento nel panorama politico venezuelano, con Caracas che ha avviato la scarcerazione di un gruppo di prigionieri politici e stranieri nelle ultime settimane, in parte anche sotto la pressione internazionale e cooperazione con gli Stati Uniti.

La reazione dell’Italia

Il premier italiano Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per la notizia, ringraziando le autorità venezuelane per la decisione e sottolineando l’impegno costante delle diplomazia italiana. Anche la famiglia di Trentini ha accolto con grande sollievo l’annuncio, che conclude un periodo di forte tensione e preoccupazione durato oltre un anno.

Con il rimpatrio ormai imminente, Trentini potrà finalmente riabbracciare i suoi cari dopo una lunga e difficile vicenda che ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni diplomatiche italiane.

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