
Se si soffre di tiroidismo, è importante seguire una dieta equilibrata che includa una varietà di alimenti sani. Gli alimenti che possono essere particolarmente benefici per le persone con tiroidismo includono:
- Frutta e verdura: ricche di vitamine e minerali essenziali per la salute della tiroide
- Cereali integrali: forniscono fibre e carboidrati complessi per mantenere i livelli di energia stabili
- Pesce: particolarmente ricco di iodio, un minerale essenziale per la produzione di ormoni tiroidei
- Proteine magre: come carne bianca, pesce e fagioli, possono aiutare a mantenere i livelli di energia e aiutare a costruire e riparare i tessuti del corpo
- Grassi sani: come l’olio d’oliva, l’avocado e i semi possono aiutare a mantenere i livelli di colesterolo in equilibrio
Alimenti da evitare o limitare includono:
- Glutine: può causare infiammazione e aggravare i sintomi del tiroidismo
- Soia: può interferire con la produzione di ormoni tiroidei
- Caffè e tè nero: possono interferire con l’assorbimento di ormoni tiroidei
- Alimenti ricchi di zucchero e grassi saturi: possono aumentare il rischio di malattie cardiache e obesità, comuni problemi di salute per le persone con tiroidismo
Si raccomanda sempre di parlare con un medico o un dietista prima di apportare modifiche significative alla dieta perché ogni persona ha esigenze nutrizionali e terapeutiche specifiche.
Cibi ricchi di Iodio
L’iodio è un minerale essenziale per la produzione di ormoni tiroidei, in particolare per la sintesi dell’ormone tiroxina (T4) e dell’ormone triiodotironina (T3). La tiroide utilizza l’iodio per produrre questi ormoni, che regolano il metabolismo e il funzionamento di molte funzioni del corpo, tra cui la crescita e lo sviluppo, la temperatura corporea e il battito cardiaco.
Il tiroidismo è una condizione in cui la tiroide non produce abbastanza ormoni tiroidei, o produce troppi ormoni tiroidei. Nel caso di ipotiroidismo, una carenza di iodio può causare una mancanza di ormoni tiroidei, mentre nell’ipertiroidismo, un eccesso di iodio può contribuire ad aumentare la produzione di ormoni tiroidei.
Per questo motivo, nei casi di tiroidismo è importante che la dieta sia ricca di iodio per evitare una carenza o un eccesso di questo minerale e mantenere i livelli di ormoni tiroidei nella norma. Il pesce, in particolare quello di mare, è un’ottima fonte di iodio, così come alcuni tipi di alghe. Anche alcuni tipi di cereali e latte sono arricchiti con iodio.
CHE TIPO DI INTEGRAZIONE CONSIGLIARE IN CASO DI PROBLEMI ALLA TIROIDE?
OGGI PARLIAMO DI CURCUMINA
La CURCUMINA, è utilizzata come antinfiammatorio, infatti, uno studio ha scoperto che la reazione infiammatoria nella ghiandola tiroidea è un evento precoce nella patogenesi della tiroidite di Hashimoto, poichè anche il tessuto infiammato sperimenta l’espressione di MxA (proteina di resistenza a myxovirus A), suggerendo quindi che il tipo I di interferone IFN (che regola l’attività del sistema immunitario) svolge un ruolo nello sviluppo di Hashimoto. Un altro studio ha rilevato che il trattamento con estratto curcuminico riduce l’atrofia della ghiandola tiroide.
Infine, ma aspetto più importante, regola l’attivazione delle cellule immunitarie, in particolare dei linfociti Th17, una linea cellulare dei linfociti T CD4+ che svolge un ruolo cruciale nella patogenesi delle malattie autoimmuni. Il trattamento con curcumina ha ridotto la produzione di citochine infiammatorie come l’IL-6 e l’IL-23 da cellule dendritiche, ha provocato una drastica riduzione della proliferazione di linfociti T CD4+ ed una ridotta espressione del fenotipo Th17 e delle relative citochine infiammatorie (IL-17A e RORyt), inibendone, quindi, la loro differenziazione ed il loro sviluppo.
Questo meccanismo è mediato dall’aumento dell’espressione del recettore metabotropico del glutammato di tipo 4 (mGluR4), che è espresso in molti tipi di cellule immunitarie e che media l’immunità adattativa, mettendo in equilibrio la differenziazione dei linfociti T nel fenotipo Th17; la curcumina, aumentando l’mGluR4 contribuisce al meccanismo di inibizione della differenziazione dei linfociti Th17.

































