Roberto Maroni (nato a Varese, 15 marzo 1955 – morto il 22 novembre 2022) è stato un politico italiano, leghista ed ex ministro governo Berlusconi.

Nel corso della storia repubblicana, egli è stato il primo politico esterno alla Democrazia Cristiana, oltre ad essere Ministro del lavoro e presidente della Regione Lombardia, per cinque anni.

La sua, è stata una vita ricca di esperienze, che abbracciano il mondo della politica e non solo. Scopriamo qualcosa in più su di lui:

Roberto Maroni biografia

Dal punto di vista dell’istruzione, Roberto Maroni ha studiato presso il Liceo classico Ernesto Cairoli di Varese.

Qui, è stato allievo di Cesare Revelli, nonché un cattolico marxista. Proprio grazie agli insegnamenti del professore, Maroni si è appassionato sempre di più al mondo del politica. Già quando aveva soli sedici anni, lo si vede in un servizio del tg nord, militando all’interno di un gruppo del filone marxista-leninista.

Dopo essersi diplomato, ha lavorato da conduttore radiofonico in Radio Varese e ha frequentato il partito d’estrema sinistra Democrazia Proletaria. 

Il suo esordio vero e proprio nel mondo della politica, risale alla fine degli anni ’70. Fu in questo periodo che Maroni conobbe Umberto Bossi, con il quale intraprese una collaborazione politica. I due infatti, insieme a Salvadori, fondano una società editoriale, chiamata Nord Ovest. Il progetto non durò molto, anche per via della morte di quest’ultimo.

Nel 1982, Roberto offre il suo contributo per organizzare un nuovo partito in provincia di Varese. Tre anni dopo, ottiene il titolo di consigliere comunale di Varese. Durante lo stesso periodo, il giovane si laurea in giurisprudenza, presso la facoltà dell’Università degli Studi di Milano. 

Subito dopo, sostiene l’esame di Stato come procuratore e fa praticantato come avvocato a Varese. In quel periodo, si ritrova a fare più lavori ma resta sempre attivo nel mondo della politica. Tant’è che nell’89, Maroni decide di prendere parte alla fondazione della Lega Nord. Qui, dal 2002 al 2012, avrà il ruolo di Coordinatore della Segreteria politica federale, presieduta dal segretario federale Umberto Bossi.

Non molto dopo, ottiene anche il titolo di primo ministro della Padania. al 2007 al 2011 invece, egli è stato il secondo Presidente del Parlamento del Nord e successivamente, lo hanno nominato come Presidente della Commissione Cittadinanza, Immigrazione, Sicurezza del Parlamento del Nord.

Roberto Maroni Ministro del Welfare

Con l’arrivo del nuovo millennio, l’onorevole Massimo Dolazza, rende nota un’intervista dove si denunciano i legami trasversali dei partiti politici con il gruppo Finmeccanica. Qui si segnala anche la vicenda dell’ex moglie di Maroni, Emilia Macchi, la quale all’epoca ricopriva il ruolo di direttore delle Risorse Umane della Alenia Aermacchi.

Nel frattempo, Roberto Maroni comincia a lavorare all’interno della nuova coalizione della Casa delle Libertà, come delegato leghista alla definizione del programma per le elezioni politiche del 2001. Qui, lo eleggono nuovamente deputato nel collegio uninominale di Varese.

Dal 2001 al 2006 è stato Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (detto anche Ministro del Welfare), ovvero durante il governo II e III di Silvio Berlusconi.

Roberto Maroni Ministro dell’Interno

Nel 2008 invece, Maroni ottiene l’incarico di Ministro dell’Interno (ruolo sempre affidato da Berlusconi). 

In questo periodo, egli fa una proposta, ovvero prendere le impronte digitali a tutti coloro che non avevano occasione di dimostrare la propria identità, focalizzandosi in particolar modo sui bambini rom. Maroni definì il tutto come “Un provvedimento atto a tutelare i minori stessi, obbligati dai genitori ad andare a rubare o mendicare” (fonte Wikipedia). A differenza degli oppositori, i quali reputarono il provvedimento come “Un atto xenofobo e razzista, che costringe i bambini a pagare per colpe non loro”. (Fonte: Wikipedia)

Nel 2011, Roberto termina la sua fase da Ministro dell’Interno e riceve la nomina come Presidente della Commissione Cittadinanza, Immigrazione, Sicurezza del Parlamento del Nord.

Roberto Maroni segretario federale della Lega Nord

L’anno seguente, Maroni viene eletto come segretario federale della Lega Nord. Qui, egli decide di rinnovare l’assetto organizzativo, andando a nominare tre vicesegretari, ovvero: Giacomo Stucci, Federico Caner ed Elena Maccanti.

Nel 2013, Roberto decide di dare le dimissioni e di dedicarsi interamente all’incarico di presidente della Lombardia. Il suo successore, diventa Matteo Salvini.

Così, non molto dopo Maroni diventa il presidente della Regione Lombardia riuscendo a raggiungere ben 2.456.921 voti (il 42,81%) contro il 38,24%, che era stato ottenuto da Umberto Ambrosoli.

Gli ultimi anni

Negli ultimi anni, Roberto Maroni ha intrapreso una collaborazione con il quotidiano Il Foglio e ha gestito un blog sul sito Huffington Post (Fonte: Wikipedia).

Nel 2020, egli decide di entrare a far parte del Consiglio di amministrazione del Gruppo San Donato, nonché primo gruppo ospedaliero privato d’Italia. Nel 2021, si era candidato per diventare il Sindaco di Varese ma ha dovuto ritirare la proposta, per via del suo stato di salute.

Maroni infatti, non molto prima, aveva scoperto di avere un tumore al cervello. Ha lavorato fino all’ultimo, ma le sue condizioni sono peggiorate sempre di più, fino al 22 novembre del 2022, giorno del suo decesso.

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